Milano, 9 agosto 2017 - La madre, convinta sostenitrice della medicina alternativa, è sempre riuscita ad evitare che il figlio, di quasi quattro anni, venisse vaccinato. Il padre, in disaccordo con la donna, si è rivolto al Tribunale per i minorenni di Milano, che ha emesso un provvedimento ‘pilota’ dopo l’approvazione della legge che ha previsto l’obbligatorietà dei vaccini. Il giudice, infatti, limitando la responsabilità genitoriale nei confronti del figlio, ha incaricato i Servizi sociali del Comune di Milano, che da tempo seguono il bimbo, figlio unico, di «assicurare al minore le visite di controllo sul suo stato di crescita e di salute e le cure necessarie, verificando eventuali incompatibilità o controindicazioni all’assolvimento dell’obbligo delle vaccinazioni obbligatorie». 

La vicenda si inserisce in un quadro di rapporti conflittuali tra i genitori, da tempo separati. Una coppia divisa anche sulle cure mediche per il figlio, che attualmente è affidato alla madre, guida turistica nel Nord Italia. Secondo il padre, tra l’altro, il bambino negli ultimi anni non sarebbe mai stato visitato da un pediatra e soffrirebbe di carenza vitaminica a causa di una dieta vegana.

L’assenza dei vaccini, inoltre, impedirebbe al figlio di frequentare spazi pubblici, come le piscine. «Siamo preoccupati per la salute del minorenne - spiega l’avvocato modenese Francesco Miraglia, legale del padre - ci siamo rivolti più volte ai Servizi sociali che lo seguono da agosto 2015 ma non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti». La vicenda, quindi, è approdata in Tribunale. E, nei giorni scorsi, il giudice ha emesso il decreto che limita la responsabilità dei genitori nei confronti del figlio «anche con riferimento a tutte le decisioni inerenti alla salute, all’istruzione ed educazione del minore».

Il Tribunale impone quindi ai Servizi sociali di «assicurare al minore le visite di controllo» verificando anche il rispetto dell’obbligo di vaccinazione, di «assicurare la frequentazione della scuola» e «regolamentare i rapporti con il padre (...) favorendo congrui tempi e modalità di incontro». Infine prescrive ai genitori - facoltà concessa al giudice dalla legge in simili casi - di «collaborare con i servizi competenti seguendone le indicazioni» perché nel caso di «condotte ostruzionistiche o di violazione delle indicazioni impartite» verranno valutati «interventi maggiormente limitativi della responsabilità genitoriale, non escluso il collocamento del bambino in ambito esterno alla famiglia». 
 
Il legale del padre ha già inviato una lettera ai Servizi sociali chiedendo di rispettare il provvedimento, immediatamente esecutivo. Il bambino, quindi, sarà portato in pediatria per le visite di controllo. E, infine, verrà sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie. Gli assistenti sociali e i genitori torneranno in Tribunale il prossimo 15 settembre, quando verrà effettuata un’ulteriore valutazione sulla vicenda. «Si tratta del primo provvedimento di questo genere - sottolinea l’avvocato Miraglia - ma secondo la mia esperienza non sono rari i casi di coppie che si dividono sul tema della salute e dei vaccini per i figli. A noi interessa tutelare la salute del bambino in una situazione di disagio».