Roma, 21 aprile 2017 - Dopo le tante polemiche sui vaccini arrivano i primi provvedimenti contro i medici che sostengono la loro inutilità. "Grazie a Ordine medici Treviso per aver radiato primo medico per il suo comportamento non etico e antiscientifico nei confronti dei vaccini", ha annunciato su Twitter il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi.

Il medico radiato è il cardiologo Roberto Gava, già noto per le sue tesi contro le vaccinazioni. E' "un passaggio importantissimo, che deve essere un segnale per tutti i medici che non si comportano secondo la deontologia", spiega sempre Ricciardi. "Il comportamento dell'Ordine, così come quello degli altri che stanno procedendo in modo simile e della presidente della Federazione Chersevani, va apprezzato per coraggio ed etica - aggiunge Ricciardi -. In tutti i paesi del mondo seri si agisce così, visti i danni che queste posizioni possono provocare la radiazione è una misura più che giustificata. In Italia stiamo vedendo gli effetti delle campagne contro i vaccini, con i tassi di copertura che sono crollati". 

LA SENTENZA - E sempre oggi il Consiglio di Stato si è pronunciato in merito alla richiesta di sospensiva di due famiglie di Trieste contro il Comune, che a novembre ha introdotto l'obbligatorietà della vaccinazione per l'inserimento nelle graduatorie dei nidi e delle scuole d'infanzia. Dopo la sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia, che a gennaio aveva confermato la validità della delibera del Consiglio Comunale del capoluogo giuliano, la suprema magistratura amministrativa ha intanto negato l'istanza di sospensiva della sentenza di primo grado, con un'ordinanza emessa 24 ore dopo l'udienza e che, secondo l'amministrazione locale, fa "ben sperare" per il pronunciamento definitivo. Nell'ordinanza, notificata oggi all'amministrazione comunale giuliana, i giudici ritengono che l'ordinanza resiste alle censure degli appellanti perché «coerente» con la legislazione italiana in materia di vaccini e perché non confligge con i principi di precauzione e proporzionalità in materia di salute.