Roma, 7 dicembre 2017 - La pizza napoletana diventa patrimonio dell'umanità. Lo ha deciso il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, riunito in sessione sull'isola di Jeju, che ha approvato la candidatura italiana. 

L'annuncio è stato dato dalla delegazione italiana che sull'isola della Corea del Sud ha atteso il riconoscimento tanto sperato. Per l'ufficialità bisognerà però attendere il 9 dicembre quando si concluderanno i lavori del Comitato Unesco.

La notizia che l'Arte del pizzaiuolo napoletano nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco è stata accolta con gioia dai napoletani. Il centro dei festeggiamenti all'Antica Pizzeria Brandi dove si sono messi al lavoro gli artisti Unesco della pizza, anche con esibizioni acrobatiche, e tanta gente per il ritorno della tradizione della pizza sospesa: offerta a coloro che non possono permettersi di pagarla. Fu proprio lì, leggenda vuole, dove lavorava il cuoco Raffaele Esposito che nel giugno 1889 fu convocato al Palazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue famose pizze. La pizza per la prima volta venne così realizzata con pomodoro, mozzarella e basilico, che rappresentavano la bandiera italiana. 

Claudio Sebillo ed Alessandro Marinacci, ideatori ed organizzatori di Napoli Pizza Village ricordano: "Quando nel 2014 Alfonso Pecoraro Scanio, proprio tra i tavoli del Napoli Pizza Village, annunciò l'avvio della petizione a sostegno dell'arte del pizzaiuolo napoletano come Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, abbiamo deciso di sostenere questa avventura, non immaginando che questo percorso sarebbe stato così ricco di soddisfazioni . Siamo così orgogliosi di questa vittoria che speriamo di festeggiare con tutta Napoli lo storico risultato con un evento gratuito aperto a tutti dove protagonisti saranno ancora una volta i pizzaiuoli per i quali abbiamo ottenuto questo importante riconoscimento internazionale".

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris esulta: "La pizza di Napoli, l'arte del pizzaiuolo napoletano finalmente bene immateriale del patrimonio dell'umanità Unesco. Un riconoscimento storico: grazie ai pizzaioli napoletani, che vivono ed operano a Napoli e in tutto il mondo, grazie a tutti quelli che hanno firmato per questa petizione. E' il segno della potenza di Napoli attraverso la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni, le sue radici,la sua creatività, la sua fantasia. Una grande vittoria per Napoli e per la pizza napoletana".