Trapani, 19 maggio 2017 - Tangenti, orologi di lusso, assunzioni, politici indagati e persino un emendamento da far approvare. E' questo il quadro dell'operazione anticorruzione 'Mare Nostrum', condotta in Sicilia, che ha portato ai domiciliari il deputato regionale Girolamo Fazio (Forza Italia e ora al Gruppo misto all'Ars), candidato a sindaco di Trapani alle prossime amministrative dell'11 giugno, e all'arresto dell'armatore Ettore Morace, figlio del patron del Trapani calcio Vittorio, insieme al quale è proprietario della compagnia di traghetti Liberty Lines. Nel registro degli indagati sono invece finiti la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari (Ap), l'ex deputata regionale Marianna Caronia, attualmente candidata al consiglio comunale di Palermo, e il governatore siciliano Rosario Crocetta.  Per quest'ultimo l'accusa è di concorso in corruzione. Il gruppo parlamentare del M5s all'Assemblea siciliana ha subito chiesto le dimissioni del governatore. 

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L'INDAGINE - L'inchiesta, coordinata dalla procura di Palermo, ruota intorno a presunte tangenti su fondi per il trasporto marittimo. "Abbiamo scoperto un connubio sistemico finalizzato alla corruzione tra imprenditoria e politica", ha spiegato il procuratore aggiunto di Palermo, Dino Petralia. "L'inchiesta - ha sottolineato - parte da un atto coraggioso di un funzionario regionale, subentrato a quello che aveva curato l'emissione dei bandi che avevano favorito Morace, che si è aperto a una totale collaborazione con gli inquirenti". L'inchiesta, conclusasi dopo soli 10 mesi, riguarda i territori di Palermo, Trapani, Napoli, Livorno e Messina e alcuni  tronconi saranno inviati ad altre procure. 

IL ROLEX E L'EMENDAMENTO - "Le indagini riguardano episodi di corruzione che hanno visto il coinvolgimento di parti della Pubblica Amministrazione e personaggi come l'armatore Ettore Morace - ha aggiunto il procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Lo Voi -. Gli episodi di corruzione sono stati registrati dagli inquirenti sia a livello regionale che nazionale". Ad esempio, secondo l'accusa, attraverso "l'interessamento di Vicari, Morace è riuscito a ottenere l'approvazione di un emendamento alla Legge di stabilità che ha ridotto l'Iva dal 10% al 4% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni e il notevole arricchimento della Liberty Lines", leader del trasporto passeggeri su imbarcazioni veloci. In cambio - sostengono sempre gli inquirenti - Vicari avrebbe ricevuto un Rolex dall'imprenditore. Inoltre sempre grazie al sottosegretario, l'armatore avrebbe ottenuto anche "il ritiro della proposta di nomina di un consulente a lui inviso in seno all'assessorato regionale ai Trasporti".

CONTRIBUTI GONFIATI - L'inchiesta ha preso il via dal riscontro di gravi irregolarità sulla scelta della Liberty Lines come fornitrice dei servizi di collegamento con mezzi veloci per le isole Egadi ed Eolie: il compenso pagato alla compagnia, sempre secondo l'accusa, sarebbe stato gonfiato. Così come attraverso un funzionario della Regione, Giuseppe Montalto (anche lui arrestato), l'ex deputato regionale Marianna Caronia avrebbe ricevuto una liquidazione superiore a quello che le spettava dopo la fine del rapporto con Siremar s.p.a., società acquistata dall'armatore. Montalto, inoltre, avrebbe anche ottenuto "l'assunzione di un amico giornalista, presso l'ufficio stampa di Liberty Lines".

VICARI: MI DIMETTO - "Poichè la mia permanenza nell'incarico di sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture comporterebbe di affrontare quotidianamente una materia per la quale sono oggi sottoposta ad indagine, al fine di garantire a me e al mondo che è maggiormente interessato al trasporto marittimo e a tutto il Governo che ho avuto l'onore di rappresentare, una maggiore serenità, ritengo opportuno rassegnare le mie dimissioni". Lo fa sapere il sottosegretario alle Infrastrutture Vicari, che continua: "Sono assolutamente tranquilla e certa della liceità della mia azione essendomi, della vicenda, interessata nel pieno adempimento delle deleghe che mi erano state conferite e nella pienezza del ruolo di Parlamentare che rivesto e questo per venire incontro alle esigenze dell'intero comparto marittimo. Se il signor Morace ne beneficerà ciò avverrà al pari di tutti i suoi colleghi che operano nel settore e senza alcun privilegio personale".

CROCETTA - La parte dell'inchiesta relativa al governatore Crocetta ruota attorno alla richiesta di Morace di estendere oltre il termine del 3 settembre i collegamenti con le Egadi, servizio che ha fruttato all'armatore tre milioni di euro. Morace, dunque, avrebbe ottenuto l'estensione del servizio dalla Regione. Agli atti dell'indagine risulta che l'armatore era solito dire di aver pagato a Crocetta una vacanza a Filicudi. "Sono molto sereno e se ci dovesse essere un invito a comparire che non ho ricevuto perché sono in viaggio sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini", ha commentato il presidente della Regione Sicilia. Crocetta avrebbe ricevuto un avviso di garanzia notificato dai carabinieri.

Girolamo Fazio (ImagoE)

CAOS POLITICO - Altro aspetto della vicenda è il terremoto politico che sta sconvolgendo Trapani: ieri un altro candidato a sindaco, il senatore di Fi Antonio D'Alì, processato per concorso in associazione mafiosa, aveva annunciato la sospensione della campagna dopo aver saputo che la Dda di Palermo aveva chiesto per lui il soggiorno obbligato. Senza tuttavia ritirarsi dalla corsa alla carica di primo cittadino.

Fazio, imprenditore del settore vinicolo, è stato sindaco di Trapani fino al 2012. La sua candidatura era arrivata sul filo di lana: la Commissione elettorale l'aveva accettata due giorni fa. Nei giorni scorsi, infatti, il Tar aveva rigettato il ricorso avverso le delibere del Consiglio comunale che dichiaravano Fazio decaduto, "per incompatibilità", da consigliere e quindi incandidabile. Il Tar, tuttavia, ha rigettato il ricorso per "difetto di giurisdizione", ritenendo competente il giudice ordinario. Il Tribunale di Trapani, sulla vicenda, però, si è già espressa favorevolmente a Fazio e pertanto non c'erano ostacoli alla sua candidatura. Peraltro la moglie di Vittorio Morace, padre dell'altro arrestato, è nella lista degli assessori designati da Fazio.

"Ingeneroso parlare di giustizia a orologeria"

Lo Voi, dal canto suo, ha respinto seccamente la tesi di inchiesta 'a orologeria'. "I tempi delle indagini e della politica sono diversi e a volte possono crearsi sovrapposizioni temporali. Quando questo capita, comunque, in mancanza di una conoscenza precisa dei fatti, nessuno è autorizzato a parlare di giustizia a orologeria", ha dichiarato il procuratore del capoluogo siciliano. "Se guardiamo l'origine e lo sviluppo di questa indagine e la sua rapidità - ha aggiunto - in un momento in cui tutti chiedono una giustizia veloce, parlare di giustizia a orologeria è affrettato e ingeneroso".