Roma, 16 febbraio 2017 - Tiziano Renzi, il padre di Matteo, ex premier e segretario del Pd, risulterebbe indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Consip. Per lui l'ipotesi di reato sarebbe concorso in traffico di influenze. Sugli appalti Consip, centrale acquisti della pubblica amministrazione, indaga la Procura di Roma. Tiziano Renzi avrebbe ricevuto oggi a Scandicci un invito a comparire davanti ai magistrati. I pm di piazzale Clodio intendono sentirlo a breve, probabilmente già la prossima settimana.

LA VICENDA - Il procedimento è uno stralcio dell'inchiesta avviata a Napoli e inviata a Roma per competenza territoriale. Vede già sotto inchiesta il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette, il comandante della Toscana Emanuele Saltalamacchia e l'attuale ministro dello sport Luca Lotti per rivelazione del segreto di ufficio e favoreggiamento (in quanto sarebbero andati a rivelare l'esistenza di indagini ai vertici Consip). Il procedimento punta a fare luce sui rapporti tra il padre dell'ex presidente del Consiglio e l'imprenditore Alfredo Romeo, indagato a Napoli per presunte tangenti date in cambio di appalti assegnati alle aziende della società. 

Il reato di traffico di influenza, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, è stato introdotto nel codice penale nel 2012. Mira a colpire anche il mediatore di un accordo corruttivo al fine di prevenire la corruzione stessa.

TIZIANO RENZI -  "Ho ricevuto questa mattina un avviso di garanzia dalla procura di Roma in cui si ipotizza 'il traffico di influenza' - dice Tiziano Renzi -. Ammetto la mia ignoranza, ma prima di stamattina neanche conoscevo l'esistenza di questo reato che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati - cui va tutto il mio rispetto - potranno verificare". E aggiunge: "I miei nipoti sono già passati da una vicenda simile tre anni fa e devono sapere che il loro nonno è una persona perbene: il mio unico pensiero in queste ore è per loro". Tiziano Renzi fu indagato per bancarotta fraudolenta nell'inchiesta sul crac della Chil post, società di distribuzione e marketing fallita nel 2013, tre anni dopo il passaggio di proprietà da Tiziano Renzi a Antonello Gambelli e Mariano Massone (entrambi a processo per la vicenda). L'inchiesta si è conclusa, nel luglio 2016, con l'archiviazione.

REAZIONI - Luigi Di Maio è tra i primi a commentare la notizia "Padre di Renzi e suo braccio destro Lotti indagati in inchiesta Consip - twitta l'esponente dei 5 stelle, vicepresidente della Camera -.  Renzi era a conoscenza del traffico di informazioni? #RenziSapeva?". 

Interviene anche il leghista Roberto Calderoli. "Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il signor Tiziano Renzi è indagato per traffico di influenze illecite - afferma -. Ma dato che Tiziano Renzi è un signor nessuno che influenze illecite avrebbe trafficato? Viene da chiedersi se l'avviso di garanzia sia per lui o per il precedente Governo".