Roma, 18 giugno 2017 - Massimo Cialente, storico sindaco dell’Aquila. Dopo il terremoto del 2009 il governo firmò un decreto per l’esenzione dalle imposte di successione. Stavolta si sono dimenticati.

«Non lo sapevo ma non mi stupisce. È allucinante, insopportabile. Questo Paese ha una grande emergenza sismica che ignora. E ogni volta sono diversi le leggi e i modi della ricostruzione».

Sisma, tassa sulle macerie. Il governo dimentica l'esenzione

Provi a fare un esempio.

«Penso a chi da noi aveva un leasing, magari pagato per cinque anni, e nel sisma ha avuto l’albergo distrutto. I soldi sono stati dati alle banche. Quegli imprenditori sono falliti».

Cambiamenti continui: perché?

«Soprattutto per colpa del Parlamento, lo dico da ex. È inadeguato, di una rara pigrizia e di un’altrettanto rara incapacità di studiare le cose».

Giudizio severo.

«Deputati e senatori rigettano gli emendamenti ma ci fosse stato uno che avesse preso le storie precedenti e avesse detto: questa cosa ha funzionato benissimo qua e malissimo là. Macché, ogni volta è la prima volta. Vale anche per le casette».

Tasto dolente.

«Per forza! Ad Arquata hanno dato 75 giorni lavorativi a chi ha vinto l’appalto per fare i sottoservizi, da noi ci sono volute due settimane. Non solo: la ditta è diversa da quella che costruisce le casette. Tutto così: dipende dal dirigente di turno, dal ministro di turno».

Non c’è memoria.

«Nessuna. Qualsiasi azienda, qualsiasi famiglia e persino i bambini imparano dagli eventi precedenti. Qui no. Così creano differenze gravi tra popolazioni vicine. Per dire: il trattamento che hanno avuto gli aquilani è diverso da quello ricevuto da Amatrice. E siamo a poche decine di chilometri».

Chi ci ha guadagnato?

«Dipende. Per ricostruzione e casette è stata peggio per loro, per chi aveva un leasing peggio per noi. Per l’imposta di successione a noi è andata meglio».

Una babele.

«La battaglia da fare è una sola: bisogna mettere l’Italia in sicurezza. Specializzare gli ingegneri sismici, ad esempio. Siamo un paese che ha questo rischio, è una grande emergenza che ignoriamo. Dobbiamo avere linee guida precise. Invece ci svegliamo ogni tre-quattro anni e spendiamo miliardi. Non può essere così».

Protezione civile: chi vince il confronto tra Bertolaso e Curcio?

«Non è un problema di conducator , mica stiamo parlando del centravanti. Qui bisogna sapere all’inizio che cosa si fa».