Camerino (Macerata), 7 ottobre 2017 - «È pronto un pacchetto di norme che daranno una poderosa accelerazione alla ricostruzione». Parole di speranza e di svolta quelle pronunciate dal nuovo commissario Paola De Micheli ieri in visita a Camerino, nelle Marche, uno dei comuni più colpiti dal terremoto. Poche le macerie rimosse, poche le casette consegnate, moltissimi i ritardi e le polemiche, una marea gli ostacoli burocratici che stanno di fatto impedendo il percorso della rinascita. Sì, la ricostruzione avrebbe davvero bisogno di una fortissima accelerata in tutte le zone colpite dal terremoto.

Nelle Marche, tra l’altro, è cresciuto il numero degli sfollati. Quasi 33mila, 8 mila in più rispetto al 31 ottobre del 2016.

«Inevitabile – spiega il commissario che dall’11 settembre scorso ha preso il posto di Vasco Errani –. Stanno arrivando le schede dei controlli. E quando si fanno verifiche anche tre o quattro volte, la situazione degli edifici purtroppo può aggravarsi».

Commissario Paola De Micheli, come saranno le norme per accelerare la ricostruzione delle zone terremotate?

«Siamo alla conclusione della fase di stesura di alcune norme che entreranno nella legge di bilancio. Si tratta di un approfondimento delle scelte già fatte dal precedente commissario, in un’ottica di accorpamento e snellimento e di più facile comprensione. Abbiamo poco tempo per gettare fondamenta più solide e stabili su cui far marciare tutta la ricostruzione. La nostra parola d’ordine è accelerazione».

La ricostruzione potrebbe essere terreno fertile per la prossima campagna elettorale.

«Dobbiamo metterci in testa che la ricostruzione è un tema che riguarda tutta l’Italia e che deve necessariamente essere tenuta fuori da ogni campagna elettorale. Lavorerò per questo, perché pretendo corresponsabilità e concretezza da parte di tutti gli attori, senza eccessi di protagonismo, ma con realismo e senso di responsabilità Ho già fissato gli incontri con tutti i gruppi parlamentari per chiedere l’impegno a collaborare nel percorso della ricostruzione. Questo è un aspetto fondamentale per ottenere buoni risultati».

Quali sono le priorità per velocizzare la ricostruzione?

«Far partire concretamente la ricostruzione privata, soprattutto quella lieve, e negoziare con i Comuni per scrivere insieme il prossimo piano delle opere pubbliche, accelerando il ripristino degli uffici strategici che fanno da collante nelle comunità, per garantire la ripresa non solo economica ma soprattutto sociale di queste terre. Parteciperò una volta al mese ai comitati regionali e lavorerò affinché nessuno si senta escluso da questo processo».