Roma, 4 novembre 2016 - Norcia vuole ripartire dal prosciutto e dagli altri prodotti della tavola. Dopo il terremoto che ha sconvolto il Centro Italia, è scattata subito la gara di solidarietà, fondata, anche questa volta sull'eccellenza agroalimentare. Sul web rimbalza l'appello ad acquistare dai produttori della Valnerina, dalle lenticchie di Castelluccio al prosciutto di Norcia,e ancora formaggio, tartufi e zafferano. Sul sito www.valnerinaonline.it è costantemente aggiornato l'elenco dei produttori, e di altre piccole realtà locali che hanno bisogno di una mano.

Quella della solidarietà nei confronti dei produttori messi in ginocchio dai disastri naturali è ormai una best practice italiana. Dopo la scossa nel 24 agosto che ha distrutto Amatrice, il paese della pasta simbolo della cucina romana, era nata l'iniziativa 'Amatriciana solidale' rivolta ai ristoranti di tutta Italia. er ogni amatriciana ordinata, donare due euro a favore delle popolazioni di Amatrice e delle zone colpite da sisma, tramite la Croce Rossa. Un euro viene donato dai ristoratori, l'altro dai clienti. Tutti i ristoranti che vorranno aderire all'iniziativa potranno affiggere la locandina sulla porta del loro locale.

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Tornando indietro di qualche anno, non si può non ricordare l'esempio dell'Emilia, colpita dal terremoto del maggio 2012. Il consorzio Parmigiano Reggiano lanciò un'iniziativa di sostegno ai caseifici colpiti dal sisma: per ogni chilo di parmigiano reggiano acquistato veniva devoluto 1 euro al fondo di solidarietà 'comitato gruppo caseifici terremotati'. Quest'estate l'Emilia ha restituito il favore: il consorzio e i caseifici del parmigiano reggiano si sono mobilitati a favore delle popolazioni dell'Italia centrale colpite dal terremoto del 24 agosto. Dopo l'immediato invio di prodotto da utilizzare nelle mense allestite dalla Protezione Civile, numerosi caseifici, infatti, hanno già aderito alla proposta dell'ente di tutela di destinare ai terremotati un euro per ogni chilogrammo di Parmigiano Reggiano venduto negli spacci aziendali. 

Nel 2015 oggetto della solidarietà 'alimentare' furono i produttori colpiti dall'alluvione nel Sannio, nel beneventano. Tutta a mezzo social, con tanto di hashtag virale #SaveRummo, la campagna per il pastificio. Su Facebook e Twitter si chiedeva agli utenti un gesto semplice, acquistare un pacco di pasta e pubblicarne la foto con l'hashtag. Migliaia le risposte in pochi giorni, compresi quelle di tanti vip. 'Prendici così!' chiedeva invece la cantina Solopaca, cooperativa di produttori locali di vino, che al grido di 'Sporche ma buone' chiedeva agli italiani di comprare le oltre 60 mila bottiglie di vino scampate all'alluvione e ricoperte dal fango. Anche questo è stato un successo.

Tornando ai terremoti del 2016, Coldiretti non nasconde la preoccupazione proprio per le conseguenze del sisma sul settore agricolo: sono circa 3 mila - spiega - le aziende a rischio nei territori dei comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo che hanno subito danni strutturali gravi nelle campagne, dove c'è un'elevata significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali. Coldiretti esprime "apprezzamento per l'impegno del presidente del Consiglio Mattero Renzi a favore degli agricoltori colpiti" e per la convocazione per definire misure straordinarie per il settore da parte del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina di "una riunione straordinaria sull'emergenza terremoto con gli assessori regionali Carlo Hausmann del Lazio, Anna Casini delle Marche, Fernanda Cecchini dell'Umbria e Dino Pepe dell'Abruzzo".

L'agricoltura, tra manodopera familiare ed esterna, contribuisce in modo importante all'occupazione e all'economia di quei territori. Una attività - sottolinea la Coldiretti - che alimenta anche un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo che sostengono che il flusso turistico che, tra ristorazione e souvenir, è la linfa vitale per la popolazione. Le scosse mettono a rischio un sistema che secondo la Coldiretti offre opportunità occupazionali solo nella fase di produzione agroalimentare ad almeno diecimila persone ma in pericolo ci sono anche specialità conservate da secoli, dalla lenticchia di Castelluccio al pecorino dei Sibillini, dal Vitellone Bianco Igp alla patata rossa di Colfiorito fino al prosciutto di Norcia Igp che con una produzione di 2350 tonnellate fattura oltre 50 milioni di euro, ma che nell'insieme rappresentano u"n patrimonio culturale del paese, oltre che economico ed occupazionale".