Osimo (Ancona), 6 ottobre 2017 - Che fine hanno fatto i soldi raccolti per Samuel? Se lo chiedono gli osimani e con loro mezza Italia. Il Comune ha raccolto oltre 137mila euro, di fatto fermi da mesi, da aprile per l’esattezza, una cifra incredibile, somma delle donazioni sul conto corrente aperto per garantire un futuro al piccolo Samuel Di Michelangelo, sette anni, osimano figlio di Domenico detto Dino, poliziotto, e Marina Serraiocco, commerciante originaria di Chieti come il marito, morti nel gennaio scorso nella tragedia dell’hotel Rigopiano mentre erano tutti e tre in vacanza.

L'amministrazione comunale della loro città adottiva ha interpretato il sentimento della cittadinanza e non solo, attivando quel conto corrente. A lui è andato l’amore d’Italia perché le donazioni fatte tramite bonifico sono arrivate davvero da ogni angolo della penisola. Ci sono state erogazioni singole addirittura per diecimila euro da parte di benefattori che non conoscono Samuel, ma che di fronte alle immagini strazianti del suo recupero dall’inferno di ghiaccio hanno pianto per quel piccolo. 

Il sindaco Simone Pugnaloni non ha esitato a fare chiarezza dopo le polemiche divampate in città sia tra i politici che tra i comuni cittadini: «Ci siamo rivolti al giudice per capire come comportarci e appena arriverà la sua risposta verseremo i soldi nel conto. Tutti possono stare tranquilli che quella cifra non sarà usata per altro. Se l’operazione fosse stata così facile avremmo già versato la somma». Il bimbo ha un conto pupillare i cui «movimenti» sono autorizzati dal giudice che deve nominare il tutore definitivo. Settimane fa il suo fascicolo è passato dal tribunale dei minori di Ancona a quello di Chieti. Il Comune di Osimo sarà garante delle somme raccolte fino alla loro erogazione a favore del soggetto che verrà nominato, tutti sperano, a breve. Ecco il motivo delle lungaggini. Oggi il tutore provvisorio è il fratello del padre, Alessandro Di Michelangelo. 

Diversa invece la situazione per gli incassi del negozio della mamma, 'La bomboniera di Marina' lungo il corso principale della città, aperto dai commercianti in via straordinaria per cinque serate l’estate scorsa. I quasi 15mila euro raccolti in quelle occasioni sono stati già prelevati, trattandosi di eredità e non di donazioni, e versati su un libretto postale vincolato per il bambino. Alla morte dei genitori Samuel è stato affidato ai servizi sociali e collocato dai nonni materni. Non è più tornato a Osimo nemmeno per terminare il primo anno alla primaria: è rimasto a Chieti e ha ricominciato la sua vita lì, con la scuola, al secondo anno, e lo sport, nella terra che ha dato i natali ai suoi cari genitori, circondato dall’amore dei nonni e degli zii.
Nel cuore degli italiani resta la forza di quell’immagine, il bimbo in braccio a un soccorritore, appena salvato da quell’inferno di ghiaccio e macerie. Il suo destino s’è incrociato con quello di Edoardo Di Carlo, 8 anni, di Loreto Aprutino, nel Pescarese, l’altro orfano di Rigopiano.