Pimonte (Napoli), 20 marzo 2017 - A luglio un 'branco' di 12 ragazzi ha stuprato a turno una 15enne. Tutti sono stati individuati e collocati in comunità (tranne il più piccolo, 14enne), ma ora - a meno di sette mesi dagli abusi - sono stati liberati e "messi alla prova" dal giudice del Tribunale dei Minori, che ha proposto loro una sorta di patto: se per 18 mesi non commetteranno reati e anzi faranno sport, attività ricreative, studieranno e si impegneranno nel sociale, il reato di violenza sessuale di gruppo sarà estinto. Una decisione che farà molto discutere.

La brutta vicenda è ambientata a Pimonte, un piccolo paese dei monti Lattari a pochi chilometri da Castellammare di Stabia. Una ragazza di 15 anni si era innamorata di un coetaneo, figlio di un boss della zona. Un bullo che ha anche minacciato un adulto in piazza che aveva osato postare su Facebook la notizia dell'apertura di un'inchiesta sullo stupro di groppo.

Una sera la 15enne e il ragazzo si sono appartati in un casolare abbandonato per avere un rapporto sessuale. Ma nascosti nell'edificio c'erano 11 amici del ragazzino, due dei quali figli di pregiudicati, altri figli di persone umili così come la famiglia della giovane vittima. Il gruppo ha ripreso il rapporto sessuale con icellulari e ha minacciato la ragazzina di postare il video sui social se non avesse fatto sesso con tutti. Le minacce continuarono per settimane fino a quando la ragazzina non trovò la forza di raccontare tutto alla madre e ai carabinieri della stazione di Pimonte.

Una indagine lampo: i ragazzi avevano conservato sui loro cellulari - per vantarsi con gli amici - sia i video che le chat. Il 25 luglio il giudice per i Minori ne arrestò 11, collocandoli in comunità, mentre il dodicesimo aveva meno di 14 anni e non era imputabile. Il reato contestato era stupro di gruppo. Questa mattina la decisione della "messa alla prova", firmata dal gip che li aveva arrestati. Sono stati tutti liberati con la prescrizione del gip di praticare sport, di frequentare la scuola, impegnarsi nel sociale e non lasciare la propria abitazione dopo le 20.