Milano, 12 luglio 2017 - Una caccia all'uomo fulminea, una confessione immediata. Solomon Nyantakyi, 21 anni, il giovane di origine nigeriana sospettato di avere ucciso ieri la madre Nfum Patience di 43 anni e la sorellina di 11 Magdalene, è stato rintracciato e arretato ieri a Milano da una pattuglia congiunta di esercito e polizia. E stamattina ha confessato di avere ucciso la madre e la sorellina. Il pm sta predisponendo il decreto di fermo nei suoi confronti.

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Un'azione lampo: l'uomo è stato rintracciato grazie alle immagini del sistema di videosorveglianza della stazione di Parma. La Polfer della città emiliana lo ha riconosciuto nelle immagini mentre saliva sul treno per Milano e ha immediatamente trasmesso il fotogramma ai colleghi delle altre stazioni interessate dal tragitto del treno. Arrivato nel capoluogo lombardo Solomon è così stato subito identificato e fermato.

Il 21enne era ricercato da ieri sera, quando un terzo fratello, tornando a casa dal lavoro, si è trovato di fronte alla scena raccapricciante della madre e della sorellina in un lago di sangue, e ha dato l'allarme.

LA CARRIERA SPORTIVA - Il giovane è stato una promessa del calcio, prima che problemi comportamentali ne precludessero un facile progresso nel mondo del pallone. Aveva esordito nelle giovanili del Parma, aveva vinto uno scudetto allievi insieme a nomi diventati famosi come quelli di Josè Mauri e Alberto Cerri. Trequartista, era stato chiamato in prima squadra nell'ultimo anno di serie A, dall'ex tecnico della nazionale Donadoni. Stava andando verso il Milan, ma l'allora responsabile del settore giovanile del Parma, Francesco Palmieri, lo aveva convinto a restare in gialloblù. Poi diversi cambi di casacca, fino all'Imolese, dove la sua promettente carriera si è interrotta. 

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DONADONI - A ricordarlo proprio Roberto Donadoni, allenatore del Bologna che portò in prima squadra al Parma Solomon Nyantakyi. "Ricordo Solomon, si allenava con noi Parma e lo portai in panchina più di una volta - dice - Non è facile inquadrare il carattere di un giovane calciatore in una squadra di A, ma ricordo che era un ragazzo tranquillo, anzi direi taciturno. E se davvero è stato lui, è difficile capire cosa possa essere passato per la sua testa: come si può arrivare a un gesto simile, cosa ti passa per la testa". Certo, sottolinea Donadoni, "la prima domanda che mi viene è: perché? In condizioni mentali normali un gesto del genere è inconcepibile,alla base ci può essere solo un raptus di follia". 

Solomon quando era una promessa del Parma / VIDEO

LUCARELLI: ERA DEPRESSO - "Sono senza parole: Solomon era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca. Ma ha sofferto di depressione", rivela Cristiano Lucarelli, ex attaccante del Livorno e della nazionale, che allenò Solomon Nyantakyi nelle giovanili del Parma. "In un anno, lo sentii parlare due volte. Sapevo dei suoi problemi, e l'ho chiamato in Lega Pro al Cuiopelli un anno fa. Ma dopo quindici giorni di ritiro è voluto andare via, gli mancava la famiglia".
Un tipo tranquillo, secondo Lucarelli: "Mai, mai, mai l'ho visto alzare la voce, litigare con qualcuno, avere una reazione scomposta. Era ipereducato. Ora sono scosso, davvero ha confessato? Era esattamente quel tipo di ragazzo dal quale non ti aspetteresti mai una cosa del genere".