Garlasco (Pavia), 27 dicembre 2016 - «Ringrazio tutti, mia madre, gli avvocati per questi risultati. Sono frastornato da questi avvenimenti». È un Alberto Stasi diviso fra rabbia e speranza quello che la vigilia di Natale incontra il difensore Giada Bocellari nel carcere di Bollate. La rabbia accumulata in un anno senza libertà. La speranza mai perduta, ora rivitalizzata. Legata al nome di un giovane, come lui di Garlasco, che gli era del tutto ignoto: Andrea Sempio

Il quale viene sentito il 4 ottobre 2008 dai carabinieri di Vigevano. «Conoscevo la Chiara – riporta il verbale – in quanto frequentavo la sua abitazione. Escludo categoricamente di averla mai frequentata attesa la nostra differente età. Non abbiamo mai avuto amici in comune. Ribadisco che la stessa era da me conosciuta solo perché ero amico del fratello Marco». Sempio (19 anni all’epoca) consegna lo scontrino di un parcheggio di Vigevano. La data è: 13 agosto 2007, ore 11.18. A quell’ora Chiara Poggi, che di anni ne aveva 26, è già stata uccisa. Sempio ha conservato il ticket per 14 mesi. Viene sentito per la seconda volta, dopo il primo interrogatorio al comando provinciale di Pavia, il 18 agosto 2007. 
 
Sempio, oggi 28 anni, coetaneo, compagno di scuola e soprattutto grande amico di Marco, fratello minore di Chiara Poggi, è il nome portato nell’inchiesta dalla difesa di Alberto Stasi, condannato a 16 anni in via definitiva per l’omicidio della fidanzata Chiara. È iscritto nel registro degli indagati della procura a Pavia.

INTERVISTA / La madre di Chiara: "Per noi vale la Cassazione"

Il 4 ottobre 2008 inizia a essere ascoltato alle 10.30 dal capitano Gennaro Cassese e dal maresciallo capo Flavio De Vecchi. Risponde per quattro ore. Ricostruisce la sua mattinata di quel lunedì di agosto dell’anno prima. Consegna la ricevuta del parcheggio. Racconta di essere passato per tre volte davanti a via Pascoli, dove abitano i Poggi, ma solo nel pomeriggio. Il verbale: «Il 13 agosto 2007 ricordo di aver aspettato mia madre che era andata a fare la spesa e verso le 10 mi sono recato in Vigevano, con l’unica macchina a disposizione della mia famiglia, per andare alla libreria che si trova in piazza Ducale. Ricordo di aver parcheggiato prima della piazza Ducale. Ho conservato lo scontrino del parcheggio, che vi consegno. Giunto alla libreria l’ho trovata chiusa». 
 
«Ho fatto un giro in detta piazza – prosegue Sempio – facendo successivamente rientro a Garlasco e precisamente mi sono recato da mia nonna paterna, dove rimanevo sino a mezzogiorno, ora in cui sono tornato a casa per pranzare con i miei. Dopo il pranzo, insieme a mio padre, mi sono portato nuovamente da mia nonna paterna dove rimanevamo per circa un’ora. Verso le 15 circa, sempre insieme a mio padre, siamo ritornati presso la nostra abitazione; nel transitare per via Pavia, giunti all’altezza di via Pascoli, notavo la presenza di un’ambulanza e delle persone». Andrea è di nuovo sul posto verso le 16, quando il nome di Chiara ormai inizia a circolare. Rincasa, informa il padre e torna con lui in via Pascoli: lì più persone gli danno la certezza che la ragazza trovata morta in casa è la sorella del suo amico Marco Poggi. 

I carabinieri di Vigevano hanno convocato il giovane garlaschese dopo che dai tabulati sono emerse tre brevissime telefonate (di 10, 2 e 21 secondi) partite dal suo cellulare il 4, il 7 e l’8 agosto 2007 e dirette a casa Poggi. Perché Andrea chiama il 7 e l’8 agosto quando Marco il 5 agosto è partito con i genitori per le vacanze in Trentino?
 
Verbale del 4 ottobre 2008: «Non ricordo il giorno in cui Marco mi diede tale notizia (la partenza per le vacanze ndr). Sono sicuro che lo stesso non mi indicò la data precisa della sua partenza». “Alcuni giorni” dopo, Andrea Sempio tenta di mettersi in contatto con l’amico. Ecco le tre telefonate. Fino a quando non apprende dalla voce di Chiara che il fratello si trova in Trentino.