Lecce, 13 settembre 2017  - Un grido di aiuto inascoltato. Questo è l'ultimo post su Facebook di Noemi Durini, la ragazza scomparsa il 3 settembre scorso da Specchia (Lecce). Lei è morta, oggi il fidanzatino ha confessato di averla uccisa e seppellita sotto delle pietre nelle campagne salentine.

Lei per la sua richiesta disperata aveva scelto il volto tumefatto di una ragazza alla quale la mano di un giovane imbavaglia la bocca. E sul polso del ragazzo c'è un tatuaggio con la scritta 'Love?'. 

Una foto dura che sovrasta l'ultimo lungo post, quasi una poesia, che Noemi, trovata morta oggi in un pozzo a Castrignano dal Capo, ha condiviso su Facebook qualche giorno prima della scomparsa. 

"Non è amore se ti fa male. Non è amore se ti controlla. Non è amore se ti fa paura di essere quello che sei. Non è amore, se ti picchia. Non è amore se ti umilia. Non è amore se ti proibisce di indossare i vestiti che ti piace. Non è amore se dubiti della tua capacità intellettuale. Non è amore se non rispetta la tua volontà. Non è amore se fai sesso. Non è amore se dubiti costantemente della tua parola. Non è amore se non si confida con te. Non è amore se ti impedisce di studiare o di lavorare. Non è amore se ti tradisce. Non è amore, se ti chiama stupida e pazza. Non è amore se piangi più di quanto sorridi. Non è amore, se colpisce i tuoi figli. Non è amore, se colpisce i tuoi animali. Non è amore se mente costantemente. Non è amore se ti diminuisce, se ti confronta, se ti fa sentire piccola. Il nome è abuso. E tu meriti l'amore. Molto amore. C'è vita fuori da una relazione abusiva. Fidati!".

Parole che sembrano una risposta alla personalità violenta del fidanzato, che aveva anche un rapporto conflittuale con la famiglia della vittima. 

Noemi Durini, uccisa a 16 anni dal fidanzatino

Qualche tempo fa la mamma di Noemi aveva segnalato alla magistratura minorile il ragazzino a causa del suo comportamento aggressivo, anche ai danni della figlia. Ne seguirono due procedimenti: uno penale per violenza privata, l'altro, civile, per verificare il contesto familiare in cui vive il giovane e se fossero in atto azioni o provvedimenti per porre fine alla sua indole violenta. Ma i procedimenti non hanno portato ad alcun provvedimento cautelare. L'unica conseguenza che ha prodotto la denuncia della mamma della 16enne è stato un inasprimento dei rapporti tra le famiglie dei due fidanzati.

Il 17enne nei giorni scorsi è stato ripreso da un automobilista mentre rompeva a colpi di sedia i vetri dell'auto di una persona con la quale aveva litigato proprio sulla scomparsa di Noemi. 

La furia dei social contro il fidanzatino

Anche Davide, cugino di Noemi, ha confermato la denuncia e punta il dito contro il fidanzato presunto assassino: "Era possessivo e geloso, non voleva che mia cugina vedesse altre persone, la picchiava". Il giovane racconta: "Noemi, assieme ai genitori, era andata anche in caserma per denunciare le aggressioni subite dal diciassettenne, e aveva ancora i segni della violenza sul volto, ma non è stato fatto nulla".

La viceministro Teresa Bellanova ha commentato: "La battaglia contro il femminicidio deve essere per ognuno di noi quotidiana: in qualsiasi luogo della vita sociale, in qualsiasi luogo di lavoro.... Aveva ragione Noemi, scrivendo solo pochi giorni fa sul suo profilo Fb 'non è amore se fa male'. Parole verissime che dovrebbero essere diffuse tra tutti i suoi coetanei".

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