Roma, 12 novembre 2017 - È scattata puntualmente l’ora delle querele (quantomeno minacciate) e delle controquerele già annunciate sul versante tutto italiano del Sexgate. Dopo il premio Oscar Giuseppe Tornatore, chiamato in causa (insieme col produttore esecutivo Massimiliano Caroletti) dalla showgirl napoletana Miriana Trevisan, ieri è toccato al regista Fausto Brizzi finire sotto accusa da parte di alcune attrici (anche se il suo nome non è stato fatto in maniera esplicita). Nei suoi confronti si sono concentrati i sospetti in seguito alle dichiarazioni delle donne ospitate (in forma anonima) nel programma tv Le Iene e dopo l’immancabile pioggia di insulti via social network quando la notizia è stata ripresa e sviluppata da un quotidiano.

L’autore di film di successo come Notte prima degli esami e del cinepanettone tra poco in sala Poveri ma ricchissimi, si è difeso dichiarando di «non avere mai avuto nella vita rapporti non consenzienti» e scegliendo comunque di sospendere il proprio lavoro.

In una lettera inviata alla stampa dal suo avvocato, Antonio Marino, Brizzi spiega «di aver appreso con grande sconcerto dell’esistenza di ipotetiche segnalazioni di molestie fatte da persone di cui non viene precisata l’identità». «Procederò in ogni opportuna sede nei confronti di chiunque abbia affermato e affermi il contrario – promette il regista – . In via precauzionale, e per evitare strumentalizzazioni, ho sospeso tutte le mie attività lavorative ed imprenditoriali. Chiedo a tutti il massimo rispetto della privacy della mia famiglia e, in particolare, di mia moglie».

Brizzi è sposato dal 2014 con l’attrice fiorentina Claudia Zanella: nei giorni scorsi l’avvocato Marino era già intervenuto, con una lettera inviata a Dagospia, per smentire le voci di una rottura della coppia. Pur non direttamente tirata in ballo, non si è fatta attendere Asia Argento, tra le prime ad aver denunciato il magnate americano Harvey Weinstein e ad aver aperto il dibattito sulle molestie sessuali dietro le quinte anche in Italia. Nella stessa circostanza, infatti, aveva detto che quando aveva 16 anni sarebbe stata molestata da un «attore/regista» italiano. «Querelaci a tutte! Non abbiamo paura!», ha scritto ieri su Twitter commentando un articolo pubblicato a corredo della lettera aperta di Brizzi ai giornali.

Interpellata da un’agenzia di stampa, avendo lavorato con Brizzi in Poveri ma ricchi e nel sequel natalizio in uscita, l’attrice Lodovica Comello ha risposto: «Con me è stato sempre gentile, distaccato e professionale. Non mi ha mai dato modo di pensare e non ha mai avuto un atteggiamento inappropriato». Ma sulla promessa di Brizzi di portare in tribunale chiunque tenterà di additarlo come il Weinstein italiano dice la sua anche Nancy Brilli. «Non avevo mai sentito una chiacchiera finora. Conosco Brizzi come persona corretta, un bravo regista e produttore, un amico che si è comportato sempre correttamente», dichiara l’attrice che con il regista ha lavorato nei film Ex e Maschi contro femmine. Poi, sottolinea, «bisogna capire la differenza tra un’avance e una molestia. Se uno ti dice, ‘me te farei’: è un’avance inopportuna, è un complimento simpatico?». «E se si fa una denuncia deve essere con nome e cognome e circostanziata sul fatto», incalza Nancy Brilli, che anche su Twitter aveva testimoniato: «Con me si è sempre comportato in modo impeccabile». 

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