Roma, 23 luglio 2017 - «A chi ci definisce fascisti dico che è un’argomentazione usata per zittire chi non la pensa come loro. È un’etichetta morta 80 anni fa. Noi ci definiamo identitari e patriottici, più che sovranisti». Lorenzo Fiato è il responsabile della sezione italiana di Generazione Identitaria, l’organizzatore del viaggio della nave C-Star, una ‘crociera’ anti Ong, che è stata ribattezzata «la crociera della nave nera».

Identitari e patriottici significa italiani prima?
«Significa italiani ed europei prima».

Voi proponete la remigrazione. Che significa?
«Scoraggiare la presenza in Italia di stranieri extracomunitari».

Misure anti-islam tipo vietare ricongiungimenti familiari, creare un commissario per la remigrazione, garantire l’accesso ai servizi sociali ai soli cittadini italiani, espellere alla prima condanna, vietare i minareti e la macellazione halal, lanciare una campagna che inviti gli immigrati a tornare nei paesi di origine...
«È nel nostro programma, in prospettiva è quel che vorremo». 

Per adesso puntate a bloccare i salvataggi delle navi delle Ong?
«Non lo abbiamo mai detto. Il nostro scopo è solo monitorare l’attività delle Ong. Anzi se ci trovassimo a ricevere un sos presteremmo soccorso. Ma in tal caso non porteremmo un solo migrante in Europa. Contatteremmo la Guardia Costiera più vicina, quella libica, che già sa che stiamo arrivando».

Le Ong dicono che volete ostacolare i loro soccorsi.
«Falso. La verità è che temono che noi andremo scoprire qualcosa che li possa inchiodare».

A maggio avete tentato di bloccare la nave di Sos Mediterranée..
«Sì, ma lì non c’erano migranti che rischiavano di annegare. La nave cercava di uscire dal porto di Catania. È stata un’azione simbolica».

È vero che la C-Star è stata bloccata dalle autorità egiziane?
«Ci hanno fermato per dei controlli di routine, ma li abbiamo superati e la C-Star sta navigando verso Port Said, e dovrebbe arrivare a Catania la prossima settimana, dove imbarcheremo 12 volontari». 

Quindi voi confermate che la missione prosegue.
«Certo».

Cosa succede se le autorità italiane non concedono l’attracco?
«Siamo convinti che le autorità si atterranno alla legge e ci lasceranno attraccare».

Sicuro? Il ministro Alfano ha detto che la situazione «è assolutamente monitorata dal governo e saranno assunte tutte le decisioni sulla base delle leggi vigenti».
«È una dichiarazione che vuol dire tutto e niente. Ripeto, il nostro obiettivo è smontare la retorica delle Ong che salvano vite umane nel mar Mediterraneo, mostrare come il loro lavoro sia un attrattore dell’immigrazione clandestina usato dagli scafisti. Questa è la prima cosa. E poi, una volta sconfitta la retorica sulle Ong, vogliamo che le istituzioni decidano cosa fare con loro».

E gli immigrati che arrivano con le altre navi? Le Ong ne portano sola una parte, e minoritaria.
«Vedremo. Noi siamo favorevoli alla visione politica australiana, vogliamo una politica di blocco dell’immigrazione».

No totale ai migranti economici?
«Esatto».

E chi cerca asilo?
«Va accolto temporaneamente, ma tenendo presente che pensare di accogliere tutti i rifugiati del mondo è una soluzione irresponsabile».

Ma continueranno ad arrivare. Quindi? Aiutarli a casa loro?
«Aiutarli a casa loro è uno slogan senza senso: si è visto che i soldi mandati a certi governi si sono convertiti in armi e sprechi. La soluzione ultima è lasciare ai Paesi dai quali provengono i migranti lo spazio e l’ossigeno per risolvere i loro problemi. Le ingerenze dell’Occidente non servono, anzi creano i problemi. Alla lunga, si risolleveranno».

La protesta monta. Vi hanno bloccato la raccolta fondi. 
«Momentaneamente. Nonostante il boicottaggio di Paypal e di alcune banche abbiamo una nuova piattaforma di crowdfunding e ai 60 mila euro richiesti abbiamo aggiunto altri 140 mila dollari».

A cosa serviranno?
«A tenere la nave nel Mediterraneo più tempo possibile».