Bologna, 9 novembre 2017 - I cinquant'anni di carriera del filmmaker Mauro Mingardi raccontati attraverso i suoi film e le testimonianze dei suoi più stretti collaboratori e amici: ecco cos'è "Un western senza cavalli", il docufilm di Davide Rizzo e Marzia Toscano che sarà proiettato al cinema Lumiere venerdì 10, con repliche l'11, il 13 e il 15 novembre.

Il film racconta l'avventura umana e artistica di Mauro Mingardi, un artigiano bolognese che, nella sua piccola bottega in Cirenaica, realizzava modelli in legno per le industrie meccaniche della zona. Oltre al suo lavoro, Mingardi aveva un grande amore: il Cinema. Il suo non era però un semplice passatempo: in cinquant'anni Mingardi ha realizzato più di quaranta opere tra lunghi e cortometraggi, e ha vinto in tutta Europa decine di premi in festival dedicati a quello che allora veniva chiamato "cinema amatoriale".

Mingardi ha scritto, diretto e prodotto western, gialli, film d'avventura, horror e commedie grottesche, film drammatici e sperimentali, trasformando il territorio di Bologna e dell'Emilia Romagna in una piccola Hollywood padana, girando sempre senza soldi, senza pretese professionistiche, servendosi di amici e parenti, ma con una fantasia, un'artigianalità e una perizia tecnica e artistica tali da renderlo uno dei primi veri "filmmaker" italiani.

La carriera e la sua vita, intrecciate nella pellicola, sono raccontate dalle persone che hanno contribuito, con il loro supporto spassionato ed entusiasta, alla realizzazione dei film: amici intimi, parenti e collaboratori che hanno garantito, con la loro presenza, la possibilità di dare vita a un cinema fatto di libertà, spensieratezza e creatività.

Ma ecco il promo del film: una carrellata di "Hollywood Mingardi" con spezzoni della Bologna dal 1959 a fine anni '70. Davvero un imperdibile amarcord: 

HOLLYWOOD MINGARDI from EleNfanT DiStRiBuTioN on Vimeo.