Roma, 1 dicembre 2016 - Il boss latitante della 'ndrangherta Marcello Pesce, ricercato per associazione di stampo mafioso è stato catturato questa mattina dalla polizia a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. Boss tra i più pericolosi, Pesce, Detto "U Ballerinu" fa parte dell'omonima cosca guidata da Antonio Pesce operativa nella Piana di Gioia Tauro e con propaggini in Lombardia e tutto il Nord Italia. A dare l'annuncio della cattura è stata la stessa polizia su Twitter.

Il boss era nascosto in una casa del centro di Rosarno. Il blitz è scattato intorno alle 5, quando degli agenti del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Reggio Calabria hanno fatto irruzione nell'abitazione. L'hanno trovato in camera da letto, disarmato. Non ha opposto resistenze ed è stato arrestato insieme a due uomini, padre e figlio, che erano nell'appartamento con lui. Per loro l'accusa è di favoreggiamento.

Il bliz dell'arresto:

image

Ricercato dal 26 aprile 2010, quando sfuggì alla cattura nell'operazione "All Inside", Pesce era considerato tra i latitanti di 'ndrangheta più importanti ancora liberi. Condannato in appello a 16 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa, Marcello Pesce è ritenuto dagli investigatori il capo strategico dell'omonima cosca, una delle più potenti dell'intero panorama 'ndranghetista.

Marcello Pesce negli anni '90 fu coinvolto insieme all'ex capo della loggia P2 Licio Gelli nell'inchiesta su mafia, politica e massoneria avviata dall'allora procuratore di Palmi Agostino Cordova. I due, furono poi assolti nel 1995. L'inchiesta riguardava il presunto intreccio tra un'organizzazione dedita al traffico di droga e armi con il mondo politico e affaristico, con conseguente voto di scambio. Secondo l'accusa, le cosche Pesce-Pisano si erano federate tra loro per gestire i traffici illeciti con uomini di fiducia che operavano in Toscana, Liguria, Lombardia, Marche, Emilia
Romagna, Puglia, Campania e Calabria. A Rosarno, c'era la base operativa e decisionale dell'organizzazione. All'inchiesta avevano contribuito anche alcuni pentiti

La casa in cui si nascondeva il boss latitante:

image

Nella casa in cui è stato trovato Pesce, anche tanti libri: non un boss qualunque, uno che ama leggere Proust, Sartre, Dostoevskij. L'unica richiesta  del latitante agli investigatori della Squadra Mobile che lo hanno catturato. infatti, è stata quella di poter portare in carcere diversi libri e opere letterarie. "Una circostanza davvero insolita", secondo il procuratore aggiunto reggino Gaetano Paci.