Roma, 21 aprile 2017 - Lo Stato si prepara ad aprire un paracadute pubblico su Alitalia sotto forma di garanzia: nella manovrina spunta, infatti, il via libera a un aumento di capitale fino a 300 milioni nel 2017 per Invitalia, la società controllata Mef. Si tratta dell’attesa garanzia pubblica per coprire parte del contingent equity da 400 milioni (200 li dovrebbe mettere Etihad, gli altri le banche) per tutelare il piano da eventuali imprevisti. Una mossa che dovrebbe rassicurare i soci bancari, a partire da Unicredit che, come ha ricordato l’ad Mustier, "ha perso 500 milioni di euro in tre anni".

Nell'ultima versione della manovrina, quasi una legge di Bilancio coi suoi 68 articoli, ieri ancora oggetto di ‘limature’ e attesa al Quirinale ad ore, spunta anche un’altra novità: una norma sugli impianti sportivi che sembra fatta ad hoc per il futuro stadio della Roma. Regolamenta le cessioni di superficie e la realizzazione di immobili non sportivi, concede il diritto allo sfruttamento commerciale dell’area limitrofa per i grandi eventi e consente "demolizioni e ricostruzioni con diverse volumetria e sagoma".

Con l’ok della conferenza dei servizi e di quella sull’impatto ambientale, si può variare rispetto al piano regolatore comunale, poi il Comune dovrà dare via libera ma, allora, potrebbe non esserci più un grillino in Campidoglio. Restando in ambito di investimenti, viene confermata la norma per le nozze tra Anas e Fs, con l’impegno ad aumentare gli investimenti del 10% sia nel 2017 sia nel 2018. Nel capitolo fiscale, vengono confermate le maxi multe fino a 200 euro per i portoghesi dei bus e, dal primo giugno, arriva la cedolare secca al 21% sugli affitti brevi che riguarderà le case vacanze e gli immobili affittati tramite portali come AirBnb con multe fino a 2mila euro per chi sgarra. Confermati anche i 900 milioni in arrivo dalle compensazioni, la rottamazione delle liti con il fisco e l’ampliamento dello split payment alle controllate della Pa (anche quotate) con qualche ritocco (le disposizioni valgono per le fatture emesse dal primo luglio) e un gettito stimato di oltre un miliardo.

Per raggiungere i 3,4 miliardi di correzione chiesti da Bruxelles (che ci ha dato tempo fino al 30 aprile per vedere le misure) ci sono giochi e tabacchi. Raddoppia dal primo ottobre al 12% la tassa sulla fortuna (il prelievo sulla parte della vincita eccedente i 500 euro), sale dal 6% all’8% il prelievo sulle vincite al Lotto mentre il Preu sulle slot passa al 19% e quello sulle videolotterie al 6%. Salta, invece, l’anticipazione delle gare per la concessione del Lotto e dei Gratta e Vinci, misura tra l’altro non strutturale. Dalle accise sulle sigarette arriveranno, poi, 83 milioni nel 2017 e 125 milioni a regime dal 2018. Resta sostanzialmente invariato il capitolo Enti locali, con lo sblocco delle assunzioni e i soldi alle Province, mentre viene rimpolpato il capitolo con le misure per la produttività del lavoro, le imprese gli investimenti: ritocchi all’Ape (i sei anni continuativi nei casi di lavori gravosi richiesti per accedere all’Ape social potranno essere spalmati nell’arco di sette anni), sgravi per la compartecipazione dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro, potenziamento degli incentivi alle quotazioni con riferimento alle Pmi, agevolazioni più ampie per le start up innovative e altre misure per attrarre gli investimenti. Rimane nel menù la garanzia statale per la Ryder Cup di golf, nessuna speranza invece per la norma anti scorrerie di Calenda.