Roma, 27 agosto 2017 - "Quando le organizzazioni terroristiche sono disperate rovistano nel secchio della spazzatura". Per Alessandro Orsini, ricercatore affiliato al Mit di Boston e direttore del sito Sicurezza internazionale, i continui appelli ai lupi solitari sono il sintomo della debolezza dell’Isis. "Lo Stato islamico – spiega - darebbe qualunque cosa per realizzare un attentato come quello di Parigi, ma non ci riesce e allora raccoglie a mani basse tutti i frutti che cadono dall’albero jihadista, compresi gli attentati con i coltelli da cucina".

Anche l’altro ieri due terroristi sono stati neutralizzati a Bruxelles e Londra. Cosa vuole ottenere il Califfato?

"Vuole raggiungere tre obiettivi. Il primo è emotivo: la vendetta contro i bombardamenti fornisce una gratificazione psicologica intrinseca. Il secondo è politico: l’Isis vuole che i cittadini europei chiedano ai propri governi di porre fine ai bombardamenti contro le postazioni dello Stato Islamico. Il terzo obiettivo è strategico: lo Stato islamico vuole dare l’impressione di essere forte per galvanizzare i propri simpatizzanti e trasformarli in militanti".

La propaganda in italiano dell’Isis è parecchio fiacca rispetto a quella in altre lingue. Anche l’ultimo appello, a parte la banale traduzione di una scritta, era in realtà un vecchio video francese. Come mai?

"È fiacca perché leggi italiane contro il terrorismo dell’Isis sono quanto di più intelligente si possa concepire in una democrazia liberale. Se un individuo prova a dire una sola parola in favore dell’Isis, si ritrova con le cimici dei carabinieri anche nella tazzina del caffè".

Perché fino a ora l’Italia non è stata colpita?

"I capi dell’Isis non si sono mai accaniti contro l’Italia perché l’Italia non si è mai accanita contro di loro. L’Italia non ha mai sparato un solo proiettile contro le postazioni dell’Isis in Siria e in Iraq mentre Francia, Inghilterra e Belgio hanno rovesciato una valanga di bombe. I capi dell’Isis preferiscono organizzare dieci stragi contro la Francia piuttosto che nove contro la Francia e una contro l’Italia. Avendo risorse scarse, preferiscono concentrarle per colpire i nemici più grandi e non i più piccoli".

Non si aspetta un attentato contro l’Italia?

"Mi aspetto che l’Italia venga colpita da un lupo solitario o da una microcellula, ma non mi aspetto una strage con una dinamica complessa come quella del Bataclan".

La nostra intelligence è davvero molto migliore di quello che pensiamo?

"Se i capi dell’Isis decidessero di organizzare un attentato contro l’Italia, riuscirebbero a realizzarlo. La storia del terrorismo dimostra che non esiste servizio segreto che possa impedire l’attentato di un’organizzazione terroristica potente e accanita. Russia, Stati Uniti, Inghilterra e Israele hanno i migliori servizi di sicurezza del mondo. Eppure, hanno subito tanti attentati".

Molti sostengono che l’Isis sia ormai in declino. È d’accordo?

"L’Isis non è in declino. È letteralmente ridotto a brandelli".

La sconfitta militare dell’Isis in Medio Oriente e Africa può mettere fine all’escalation di violenza?

"La sconfitta militare dell’Isis porterebbe a una riduzione degli attentati nelle nostre città perché causerebbe un fenomeno di scoramento collettivo. Il rapporto tra i militanti e le organizzazioni terroristiche è lo stesso rapporto che si instaura tra i tifosi e le squadre di calcio. Se la squadra vince, lo stadio si riempie. Se perde tutte le partite, si svuota".