Roma, 6 ottobre 2017 - Più frequenti del diabete e delle malattie cardiovascolari: sono le malattie reumatiche che affliggono oltre il 10% della popolazione, seconda causa di invalidità permanente in Italia (e prima causa di dolore e disabilità nel mondo occidentale con il 46-54% dei casi dati OMS).

Una serie di raccomandazioni per migliorare l’assistenza ai malati con queste patologie, in particolare le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) come la rettocolite ulcerosa e la malattia di Crohn, viene dal congresso nazionale della SIGR, Società Italiana di Gastro-Reumatologia. Gli esperti: vaccini per epatite b, varicella, influenza, papilloma virus, pneumococco sono sicuri anche in questi pazienti eppure solo poco meno della metà (40%) ha una copertura adeguata per le varie malattie infettive.

«Il problema di fondo, afferma il prof Riccardo Ballanti, direttore della Gastroenterologia all’Ospedale Santo Spirito e San Filippo Neri di Roma, è che a tutt’oggi un significativo numero di pazienti affetti ha una copertura vaccinale poco adeguata, mentre è di fondamentale importanza effettuare lo screening sistematico di tutte le infezioni che possono insorgere in corso di terapia con farmaci immuno soppressivi. Occorre individuarle precocemente e trattarle secondo le linee guida del Ministero della Salute effettuando successivamente un adeguato follow-up. In prospettiva è necessario che venga ampliato il campo di ricerca per aumentare la sicurezza e ottenere una completa efficacia delle vaccinazioni nei pazienti compromessi dal punto di vista immunologico».

«Questa considerazione è di grande importanza per decidere l’opportunità di vaccinare i pazienti, utilizzando le risorse attualmente disponibili. i pazienti che assumono dosi più elevate di immunosoppressivi o farmaci biologici come gli anti-TNF corrono il rischio di indebolire il sistema immune – afferma il prof Bruno Laganà, presidente della Società Italiana di Gastro Reumatologia SIGR – . È il caso del rischio di riattivazione di infezioni come il citomegalovirus, l’Epstein-Barr virus (EBV), l’epatite B (HBV), varicella, tubercolosi. Inoltre i pazienti con malattie croniche intestinali hanno un rischio maggiore di contrarre polmoniti batteriche, dovuto all’assunzione di terapia steroidea, tiopurine e farmaci biologici».

Negli individui di cui parliamo è necessario considerare lo screening anti-HCV e, in caso di positività, dosare la viremia plasmatica. I farmaci immunomodulatori non sono controindicati nei pazienti con epatopatia cronica C, ma devono essere usati con cautela per il rischio d’improvviso aumento delle transaminasi. Anche il test anti-HIV è raccomandato prima di iniziare la terapia con i farmaci immunosoppressori sia per il rischio aggiuntivo di contrarre malattie opportunistiche sia per il decorso delle eventuali infezioni HIV-correlate.

Alessandro Malpelo QN Quotidiano Nazionale

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