Cronaca

I più duri dei manifestanti no Tap si sono seduti a terra - la stessa in cui affondando le radici gli oltre duecento ulivi che devono essere rimossi per consentire al gasdotto che nasce in Azerbaigian di arrivare in Puglia, a Melendugno vicino Lecce - e da lì non si sono mossi. L'obiettivo era impedire l'avvio dei lavori per la realizzazione del gasdotto. È servito l'intervento dei poliziotti in assetto antisommossa per spostarli. Tafferugli, urla, spintoni tra agenti e manifestanti davanti al cantiere in cui erano bloccati i tir con a bordo gli alberi espiantati. Qualcuno si è sentito male - un 65enne che è in sciopero della fame per esprimere il proprio dissenso - in tre hanno riportato contusioni: le loro condizioni nn sono gravi né preoccupanti. 

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