Verona, 2 gennaio 2018 - E' di una donna marocchina di 46 anni residente a Verona il cadavere fatto a pezzi e ritrovato tre giorni fa in un campo a Valeggio sul Mincio (Verona). Lo confermano fonti dei carabinieri di Villafranca, che sono arrivati a questa conclusione grazie agli indizi delle ricognizioni medico legali. L'ipotesi che la vittima potesse provenire da un'altra località era già stata avanzata dal sindaco di Valeggio, Angelo Tosoni. La certezza sull'dentità della vittima è stata raggiunta grazie alle impronte digitali rilevate nel corso dell'autopsia. La donna, in Italia da circa 20 anni, viveva svolgendo lavori saltuari quali badante o addetta alle pulizie ed era separata da tempo dal marito, marocchino anche lui, che ora gli investigatori stanno cercando di rintracciare. 

L'autopsia sarà fondamentale anche per capire come sia stata uccisa. Ricostruzione non semplice visto che il cadavere è stato sezionato - probabilmente con una sega elettrica - in una dozzina di parti, trsportato con dei sacchi e sparpagliato dall'assassino in un terreno a ridosso di un uliveto. Il corpo fatto a pezzi era stato ritrovato il 30 dicembre scorso da una donna della zona, tornata sul posto dopo avervi fatto abbeverare il cavallo il giorno precedente. L'assenza di sangue sul luogo del ritrovamento fa pensare che il delitto sia avvenuto da un'altra parte, così come la macabra dissezione, avvenuta dopo il decesso della vittima secondo le ispezioni effettuate sulla salma all'ospedale di Verona. 

Da dopo la separazione dal marito, la vittima viveva da sola, senza figli. Dalle indagini, ora focalizzate sulla vita della donna e sulle sue frequentazioni, non sarebbero emersi al momento elementi che portino ad inserirla in ambienti pericolosi od equivoci.