Chioggia (Venezia), 10 luglio 2017 - Come era facile prevedere, il lido 'Punta Canna' sulla spiaggia di Chioggia con cartelli e scritte che inneggiano al fascismo e a Mussolini, ha sollevato un polverone. Il prefetto di Venezia Carlo Boffi ha scritto un'ordinanza "per l'immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte" presenti all'interno dello stabilimento balneare. L'atto sarà notificato in giornata al gestore dello stabilimento balneare, Gianni Scarpa. Nell'ordinanza è ordinato allo stesso Scarpa, informa la prefettura, "di astenersi dall'ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia". Ieri lo stabilimento ha ricevuto anche la visita della Digos di Venezia per "accertamenti".

image

Il caso è attualissimo anche perché oggi approda alla Camera per la discussione generale la proposta di legge presentata da Emanuele Fiano (Pd) che introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Ma è scontro con il M5S, che in commissione Affari costituzionali ha dato parere negativo al testo, definendolo "liberticida".

Immediata la reazione del segretario dem Matteo Renzi: "'Liberticida' era il fascismo non la legge sull'apologia del fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!" scrive Renzi suoi profili social.

COSA PREVEDE LA LEGGE - L'articolo unico della pdl Fiano introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista punibile con la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Le condotte penalmente rilevanti sono individuate nella propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco o delle relative ideologie, anche solo con la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a questi partiti o ideologie; nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie. Costituisce aggravante del delitto la propaganda del regime fascista e nazifascista commessa con strumenti telematici o informatici. L'aggravante riguarda quindi sia i siti Internet con contenuti di propaganda delle ideologie fasciste e nazifasciste sia il merchandising online dei gadgets e degli altri beni chiaramente riferiti al partito e all'ideologia fascista o nazifascista.

image

LA PROTESTA M5S - Nel parere contrario M5s sottolinea come la legge faccia divenire penalmente rilevanti anche "condotte meramente elogiative, o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco" e dunque "il provvedimento in esame si palesa quale sostanzialmente 'liberticida'". "L'approvazione del provvedimento determinerebbe, quindi, l'entrata in vigore di una norma illegittima ed in parte priva di concreti effetti, se non, in alcuni casi, in merito all'abbassamento delle pene edittali" e dunque M5s ha espresso parere contrario. Ma il Pd ha reagito duramente, prima attraverso lo stesso Fiano, poi con le parole di Renzi.