Chioggia (Venezia), 9 luglio 2017 - Quattro anni fa aveva sollevato qualche polemica ribattezzando il suo stabilimento -  a Punta Canna Sottomarina, nel Chioggiano - la 'spiaggia delle gnocche'. Ma ora Gianni Scarpa, il gestore, ha davvero esagerato col marketing di dubbio gusto e oltre che di sessismo potrebbe essere accusato anche di apologia di fascismo. A dispetto della concessione di uno spazio pubblico, il nostro spiega che, a casa sua, "vige il regime". E sul web scoppia la bagarre.

Via i cartelli dalla spiaggia fascista. M5S: "Legge liberticida"

Come rivela un'inchiesta di Repubblica la spiaggia, 650 lettini tra le dune verso la foce del Brenta, è in pratica 'dedicata' al Duce e abbonda di cartelli tipo "Zona antidemocratica e a regime. Non rompete i c..." o minacce sul tono di "servizio solo per i clienti... altrimenti manganello sui denti". Ovunque s'inneggia a "ordine, pulizia, disciplina, severità", si fa addirittura riferimento alle camere a gas dei campi di concentramento, e compaiono foto e motti di Mussolini. Dopo la denuncia del giornale qualcosa si è mosso e la questura di Venezia ha provveduto a inviare la Digos presso lo stabilimento, molto probabilmente il titolare verrà denunciato alla magistratura e verranno fatto le verifiche su tutte le autorizzazioni concesse. Da parte sua Francesco Storace rivendica: "Non sopportano che rendiamo onore ai nostri caduti".

Sui social i commenti si dividono tra chi esalta e chi condanna l'iniziativa:

Naturalmente c'è chi la butta in politica a livello locale:

Molti semplicemente cercano la battuta:

La cosa ovviamente non poteva passare inosservata a livello nazionale, e le reazioni non si sono fatte attendere. 

L'ANPI - Durissima la presa di posizione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Chioggia, che "stigmatizza in ogni maniera il comportamento provocatorio e pericoloso del gestore concessionario della spiaggia 'Punta Canna' di Sottomarina e chiede l'immediata revoca della concessione balneare allo stabilimento e l'applicazioni delle sanzioni previste dalle leggi". "Chioggia antifascista - sottolinea l' Anpi - non c'entra niente con questo ciarpame: il tizio è miranese, i clienti sono turisti che vengono da altre parti del Veneto, la concessione demaniale arriva dallo Stato, così come chi dovrebbe far rispettare la legge Mancino e la Costituzione, ovvero la Prefettura di Venezia per mano delle autorità di pubblica sicurezza". "Al personaggio ricordiamo che 'Punta Canna' non è 'casa sua', come ama asserire: in quanto concessione demaniale sul suolo italiano, egli è tenuto a rispettare le leggi dello Stato, congruenti con la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. E a subire le giuste sanzioni in caso di trasgressione. L' Anpi ha infine chiesto un incontro all' assessore comunale al demanio, Marco Veronese, e al sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, "affinché levino la loro voce a tutela del quadro di civiltà del territorio a loro affidato in amministrazione".

SINISTRA ITALIANA -Il deputato di SI Giulio Marcon chiede "l'immediato intervento del governo affinché si attivi per i reati di omofobia e apologia del fascismo e per la revoca della concessione al titolare dello stabilimento trasformato in un fortino fascista".E il segretario Nicola Fratoianni:  "si intervenga senza indugio, a partire dalla questura e la Procura della Repubblica di Venezia. E ci aspettiamo anche dal Demanio atto veloci e chiari: è evidente che a questo punto la concessione al camerata gestore deve essere ritirata".

STORACE - Di tutt'altro tono, e non sorprende, la presa di posizione di Francesco Storace, presidente del Movimento Nazionale. Su Facebook si sfoga così: "Gli antifa, frustrati più che mai, non hanno 'gnente da fà. Non hanno capito, Sala, Repubblica, Boldrinova, che di loro ce ne freghiamo abbastanza. Hanno scoperto una spiaggia a Chioggia. Non sopportano che rendiamo onore ai nostri Caduti. Indagano se ci scappa un bel saluto romano. Certo, altro su di noi non ci può essere, come capita a voi lestofanti. Magari presto vi potrebbe capitare di cantare Sala libero...Sarà una lotta di liberazione...".