Roma, 6 ottobre 2017 - Ci sarebbe un piano per far scattare l'estradizione di Cesare Battisti già nei prossimi giorni. Secondo il sito del quotidiano carioca 'O Globo', il governo di Brasilia avrebbe studiato un modo per rimpatriare l'ex terrorista dei Pac, arrestato mercoledì al confine con il Venezuela. L'idea sarebbe quella di imbarcarlo destinazione Roma su un aereo della polizia federale direttamente da Corumbà - la città del Mato Grosso do Sul dove si trova in arresto da due giorni per sospetta evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Un portavoce del presidente brasiliano precisa che Temer "non ha ancora preso nessuna decisione" sul caso Battisti. 

La difesa di Battisti in mattinata ha avanzato un nuovo ricorso alla Corte suprema, chiedendo che venga analizzata "con urgenza" la richiesta di 'habeas corpus' per il loro assistito presentata allo stesso tribunale lo scorso 27 settembre. Anche secondo gli avvocati esisterebbe infatti un rischio "imminente" di estradizione in Italia.

Ieri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha assicurato che l'Italia è pronta a compiere nuovi passi per ottenere l'estradizione del latitante. Si è appreso che, nei mesi scorsi, il ministro degli Esteri Alfano aveva mandato  l'ambasciatore italiano in Brasile a chiedere formalmente il riavvio delle procedure di estradizione.

FORNO - Nel frattempo Pietro Forno, giudice istruttore a Milano ai tempi dei processi per gli omicidi commessi dai Proletari armati per il comunismo, traccia un profilo netto di Battisti. Lo definisce "un professionista della fuga, una persona che ha un a laurea honoris causa in fuga". E ancora: "È un delinquente comune che si è radicalizzato, per usare un termine di moda, in carcere. la radicalizzazione non riguarda soltanto il terrorismo islamico". 

Battisti, tutte le tappe della vicenda