Milano, 5 ottobre 2017 - Confermato l'arresto in Brasile per Cesare Battisti, fermato ieri al confine con il Venezuela. Lo ha deciso il giudice federale, Odilon de Oliveira, durante l'udienza di custodia svoltasi in videoconferenza nella sede della polizia federale di Corumbà. Il magistrato ha ritenuto che ci fossero i presupposti per la custodia cautelare in carcere: stava "di fatto" tentando di raggiungere la Bolivia e da qui la necessità di scongiurare il "pericolo di fuga".

Intanto riparte per l'ennesima volta la corsa all'estradizione in Italia dell'ex terrorista. Sul caso è intervenuto oggi il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, definendo "possibile" l'estradizione di Battisti e annunciando nuovi passi in questa direzione. Il Guardasigilli ha spiegato che "sono stati fatti tutti i passaggi necessari" presso le autorità politiche e giurisdizionali, ma dopo l'ultimo arresto dell'ex militante dei Pac si effetueranno ulteriori tentativi. Il ministro ha ricordato come la richiesta di estradizione sia "ferma da tempo" presso le autorità brasiliane. "L'Italia è fortemente determinata a far si che Battisti sconti la pena, e la sconti nel nostro paese - ha detto Orlando a Milano -. È questo un modo per restituire, almeno in parte, quanto è stato tolto al nostro paese e ai familiari delle vittime".

Nel frattempo, si apprende che il ministro degli Esteri Angelino Alfano, nei mesi scorsi, ha dato mandato all'ambasciatore italiano in Brasile di richiedere formalmente alle autorità brasiliane di riavviare le procedure per estradare Battisti e di rivedere dunque la decisione presidenziale di non consegnare il terrorista alle autorità italiane. 

Ma Battisti - riferisce il sito del quotidiano 'Estadao' - ha dichiarato alla polizia federale di "non temere di essere estradato in Italia", perché si sente "protetto" da un decreto dell'ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un "visto permanente" nel paese sudamericano. Lo stesso giornale, poi, citando fonti di polizia riferisce che l'ex terrorista aveva con se anche "un contenitore di plastica arancione con residui di polvere biancastra" che, secondo, gli investigatori, potrebbe essere cocaina

Battisti è stato condannato a due ergastoli per quattro omicidi compiuti dai Proletari Armati per il comunismo a cavallo tra il 1978 e il 1979. Quando è stato fermato ieri, aveva con sè "dollari, euro e reais per il valore di circa 3mila euro". Le autorità brasiliane ritengono che stesse fuggendo in Bolivia perché non si sentiva al sicuro dopo le ultime richieste italiane di ridiscutere la sua situazione giuridica.  Dopo i 'no' di Lula e Roussef, l'attuale capo di Stato brasiliano, Michel Temer, si era espresso pochi mesi fa a favore dell'estradizione dell'ex terrorista dei Pac.

Battisti, tutte le tappe della vicenda