Roma, 5 ottobre 2017 - Tic tac. L'ora solare 2017 sta per riaffacciarsi nelle vite degli italiani (e non solo). Quando è presto detto: ottobre il mese scelto per il cambio orario, la notte tra sabato 28 e domenica 29 la data fissata per spostare le lancette. Avanti o indietro? Fortunatamente, in questo caso si dormirà un'ora di più: le 3.00 di domenica diventeranno automaticamente le 2.00. Per chi ancora utilizza orologi non digitali, le lancette vanno quindi spostate all'indietro. Ciò significa anche che si avranno 60 minuti in meno di luce, altra faccia della medaglia dell'addio all'ora legale. 

Storia e curiosità. Se non fosse stato per modernità e industrializzazione, si sarebbe parlato solamente di ora solare e nessuno avrebbe avuto dubbi se e come spostare le lancette. Nelle civiltà agricole, infatti, era la stella più amata a dettare i ritmi della giornata: ci si alzava sempre all'alba e si lavorava fino a quando se ne aveva forza. Per gli antichi romani la prima ora del giorno era quella successiva al sorgere del sole, a prescindere da quando l'evento astronomico si verificasse. Poi arrivò l'età industriale, con la necessità di produrre anche al buio e di fissare degli orari lavorativi. Qualcuno si chiese, allora, se non fosse il caso di 'giocare' con la luce per risparmiare energia. Fra i 'papà' dell'ora legale e tra i primi e più autorevoli sostenitori della tesi ci fu niente meno che Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine. La sua idea - messa nero su bianco sul Journal de Paris - era quella di forzare la popolazione a svegliarsi in anticipo nel periodo estivo così da sfruttare maggiormente la luce del sole e limitare l'uso delle benedette candele che tanto servivano al buio.

La linea dura di Benjamin. Peccato che le sue proposte fossere un tantino stravaganti - ipotizzava, ad esempio, di mettere un cannone in ogni strada per 'suonare' la sveglia -: la sua teoria rimase nel cassetto delle buone intenzioni. Non aveva capito, il buon Benjamin, che la convenzione valeva più di un colpo di cannone. Conclusione a cui giunse l'entomologo (e astronomo) neozelanedese George Vernon Hudson. La sua proposta di spostare gli orologi in avanti di due ore fu presentata alla Società Filosofica di Wellington nel 1895. Anche in questo caso, nonostante il punto fosse stato centrato, l'idea non ebbe gloria. Gli onori spettano allora al costruttore britannico William Willet che pochi anni dopo, riprendendo la teoria di Hudson, riuscì a fare breccia nelle istituzioni, complici anche le esigenze economiche innescate dalla Prima guerra Mondiale. Il via libera ufficiale al 'British Summer Time' - più o meno l'equivalente dell'ora legale - fu dato dalla Camera dei Comuni nel 1916. E fu così che le lancette furono spostate di un'ora in avanti in esteta. L'effetto-emulazione portò diversi Paesi a seguire il Regno Unito, Italia compresa, toccando con mano i benefici del risparmio energetico. 

In Italia. Unione europea, Svizzera e Paesi dell'Est Europa si affidano allo stesso calendario per ora legale/solare dal 1996. Fino all'ottobre 2011, lo adottava anche la Russia che è poi passata a sperimentare l'ora legale permanente, ribaltando poi la convenzione con l'ora solare permanente.

Il protocollo che regolamenta l'ora legale in Europa - e quindi anche in Italia - stabilisce che il cambio dell'ora avvenga l'ultima domenica di marzo e l'ultima domenica di ottobre allo scoccare delle ore 1:00 Utc, ovvero le 2 nel nostro Paese, in marzo, mentre in ottobre le lancette si spostano alle 3 ora italiana.