Ancona, 19 maggio 2017 -  Si chiama ‘Blue Whale’ (balena blu) l’ultimo gioco online che istiga al suicidio. E in questa rete pare sia finita una ragazzina 13enne di Pescara, salvata per fortuna in extremis.

LA REGOLE - L’assurdo rituale consiste in cinquanta prove che bisogna effettuare prima di compiere il passo definitivo verso la morte, e comprende l’incidersi sul braccio con una lama, la figura del mammifero. Un gioco dell’orrore che arriva dalla mente diabolica di un giovane russo, individuato e arrestato dalla polizia, che ha però già provocato numerose vittime nel suo Paese e per il quale le forze di polizia europee si sono trovate costrette ad alzare la guardia poiché il gioco è dilagato in maniera folle oltreconfine.

Questa volta a incappare nella rete è stata una minorenne pescarese salvata però all’ultimo momento, e ora ricoverata al reparto di neuropsichiatria dell’ospedale pediatrico ‘Salesi’ di Ancona. Nel capoluogo dorico è arrivata in eliambulanza nella giornata di mercoledì.

TRAGEDIA SFIORATA - La giovane si era iscritta al ‘Blue Whale’ circa due mesi fa ed era giunta al cinquantesimo giorno nonché al cinquantesimo ed ultimo livello richiesto, quando cioè arriva il tempo che la balena (in questo caso la vittima adescata su internet) si arena sulla spiaggia per lasciarsi morire. L’ultimo livello consiste però nel lanciarsi nel vuoto, dall’ottavo piano di un edificio.

Un tragedia evitata solo perché a salvarla sono state le amiche che si sono accorte di come la 13enne si procurasse ripetutamente lesioni al braccio, provocandosi dei tagli che rispettavano, purtroppo, le modalità descritte e volute dall’ideatore di questo macabro gioco. Le amiche, che conoscevano l’esistenza del ‘Blue Whale’ sono quindi riuscite ad avvisare i genitori della ragazzina appena in tempo, nel giorno in cui la tredicenne avrebbe dovuto gettarsi dalla finestra e farla finita.

La ragazzina è stata portata ad Ancona perché al ‘Salesi’ è in funzione un reparto specifico per la neuropsichiatria infantile. Le sue condizioni sono al momento stabili anche se presenta piccoli tagli sul corpo che non sarebbero per fortuna preoccupanti. 

Il fenomeno sembrava essere circoscritto alla sola Russia ma che purtroppo è riuscito a contagiare molti giovani d’Europa. Un sito che è stato chiuso da qualche settimana ma che probabilmente è riuscito a rapire molti giovani e, tra questi, soprattutto tanti adolescenti. Sul caso lavora anche la polizia di Pescara poiché è necessario accertare ora se altri minorenni possano essersi iscritti negli ultimi mesi al ‘Blue Whale’.