Milano, 21 marzo 2016 - Quanto ci manca, Alda Merini. La "piccola ape furibonda" dei navigli, poetessa che ha graffiato con i suoi versi la seconda metà del '900. Ce l'ha portata via un tumore alle ossa, nel 2009. Oggi, a 85 anni dalla nascita, la vogliamo celebrare nell'unico modo che conosciamo, ovvero proponendo una selezione dei suoi aforismi e delle sue frasi che, dalla sua mano e dal nero su bianco dei suoi libri, sono ormai diventati pane quotidiano dei social network. Le sue citazioni spopolano da Facebook a Twitter, rimbalzate di qua e di là in qualsiasi occasione. E oggi anche Google ha voluto celebrere Alda Merini con un Doodle ad hoc. "Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno dalle dita", diceva lei. Valeva il 21 marzo 1931 e vale ancora oggi. Tv, internet, social network o smartphone che sia. 


Frasi e aforismi di Alda Merini

La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.

La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri".

Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio.

La superficialità mi inquieta ma il profondo mi uccide.

Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.

Sono una piccola ape furibonda.

Non sono una donna addomesticabile.

Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.

Non sono bella sono soltanto erotica.

Non mettetemi accanto a chi si lamenta
senza mai alzare lo sguardo,
a chi non sa dire grazie,
a chi non sa accorgersi più di un tramonto.
Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo.
Sono altro.
Sono altrove.

E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.

Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.

Non ho più notizie di me da tanto tempo.

Sei la finestra a volte verso cui indirizzo parole di notte, quando mi splende il cuore.

Se le donne sono frivole è perché sono intelligenti a oltranza.

Le mosche non riposano mai perché la merda è davvero tanta.

Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non come i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita!

Accarezzami, amore
ma come il sole
che tocca la dolce fronte della luna.
Non venirmi a molestare anche tu
con quelle sciocche ricerche
sulle tracce del divino.
Dio arriverà all’alba
se io sarò tra le tue braccia.

Nessuno mi pettina bene come il vento.

Dio mio, spiegami amore come si fa ad amare la carne senza baciarne l’anima.

Chi si nasconde nella tenerezza non conosce il fuoco della passione.

La semplicità a volte è il sintomo di una interna avarizia.

La depressione è un discorso puro sulla creatività.

La casa della poesia non avrà mai porte.

La corda più silenziosa è quella dei versi.

Io amo perché il mio corpo è sempre in evoluzione.

Si uccide per sete di denaro, o per senso di colpa, comunque si uccide sempre. Si uccide anche con le carezze.

Il paradiso non mi piace perché verosimilmente non ha ossessioni.

Il peccato non si rifiuta mai.

La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.

La nevrosi è qualche cosa di circoscritto al pube.

Forse il manicomio esiste per questo. Perchè il vero peccato mortale per gli uomini è la libertà.

La lobotomia è il tocco finale di un grande parrucchiere.

Nessun uomo può dire di non essere stato crocifisso almeno una volta a quel ramo di ulivo che è la donna.

Il sogno canta su una corda sola.

Amare un giovane è come sfidare Dio.

Anche la follia merita i suoi applausi.

Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita, rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti e che tu non hai voluto.

Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.

Amarti è stato come conficcare una stella nel vetro di una finestra.

Nessuno rinuncia al proprio destino anche se è fatto di sole pietre.

Quando la bugia sembra vera nasce la calunnia.

C’è chi si masturba per non perdere l’orientamento.

Se Dio mi assolve, lo fa sempre per insufficienza di prove.

I miei amori sono di tipo randagio.

Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci.

Ci si abbraccia per ritrovarsi interi.

Io vorrei essere aiutata ma non a capire. Perché ho capito fin troppo.

Rifiuterò sempre il Nobel perché in Svezia fa freddo.

Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso. Spesso ci riempiono la vita di insegnamenti. A volte ci fanno volare in alto, altre ci schiantano a terra insegnandoci il dolore… donandoci tutto, portandosi via il tutto, lasciandoci niente…

È necessario che una donna lasci un segno di sé, della propria anima, ad un uomo perché, a fare l’amore siamo brave tutte!

Io la vita l’ho goduta perché mi piace anche l’inferno della vita e la vita è spesso un inferno. Per me la vita è stata bella perché l’ho pagata cara.

Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.

Gli aforismi sono gli incantesimi della notte.

LA VITA DI ALDA MERINI - Alda Merini nasceva il 21 marzo 1931, nel primo giorno di primavera. Fin da giovanissima ha conosciuto i primi turbamenti dell'anima: l'inquietudine esistenziale e la depressione l'accompagneranno per tutta la vita, come la sua amata Milano, città in cui si rifugiava dopo ogni soggiorno negli ospedali psichiatrici. Voce autorevole nei salotti della letteratura, consoceva e frquentava Quasimodo, Montale, Manganelli. Alda Merini, scrittrice vulcanica e provocatoria, ha ottenuto alcuni tra i maggiori riconoscimenti letterari come il 'Premio Viareggio' e il 'Premio Librex Guggheneim'.  E' morta a Milano il primo novembre 2009 per un tumore alle ossa. Da anni viveva in stato di indigenza; per lei era stata chiesta anche l'applicazione della Legge Bacchelli e aveva ottenuto un vitaliazio.