Crotone, 13 gennaio 2018 - E' stato ucciso a 18 anni, con due colpi di arma da fuoco al torace, nella sede dell'associazione voluta da sua madre, che da sempre si batte contro la violenza sulle donne. Teatro del delitto via Ducarne, uno dei vicoli del centro storico della città.

Ma non c'è giallo nella morte di Giuseppe Parretta, classe '99: poco dopo aver ucciso il ragazzo, l'omicida si è costituito. Si tratta di Salvatore Gerace, 57 anni; che ha aspettato gli agenti di polizia e carabinieri e si è consegnato.

Ancora oscuro il movente: per ora gli inquirenti parlano di generici "contrasti di vicinato", nonostante l'enorme differenza d'età tra i due. Comunque sia, il delitto sarebbe arrivato al culmine di una violenta lite di vicinato tra i due. Non si tratterebbe quindi di criminalità organizzata.

Giuseppe era incensurato, era studente al liceo artistico e saltuariamente lavorava come cameriere nei locali del centro per racimolare qualche euro. L'edificio in cui ha trovato la morte lo conosceva bene: in quell'edificio, infatti, oltre alla sede dell'associazione dia mamma, c'è anche l'appartamento nel quale Giuseppe viveva. Anche il suo assassino vive nello stretto vicolo di Crotone. Gerace è un volto noto per le forze dell'ordine, che lo hanno arrestato in passato più volte per spaccio di droga e rapina.

Secondo una prima ricostruzione, già in passato ci sarebbero stati dissidi di vicinato tra il diciottenne e il suo assassino. Oggi, verso le 16.30, Giuseppe si trovava nella sede dell'associazione gestita dalla madre. Forse era in attesa di incontrarsi con gli amici o con la fidanzata. Gerace, probabilmente, l'ha visto mentre passava davanti all'edificio ed è entrato.

E' stato allora che è scoppiata la lite. Al culmine, l'uomo ha estratto di tasca una pistola e ha sparato 4-5 colpi, due dei quali hanno raggiunto il ragazzo al torace uccidendolo sul colpo. Commesso il delitto, l'assassino è rimasto impassibile, fermo davanti alla sede, in attesa che arrivassero le forze dell'ordine, subito chiamate da chi ha assistito alla scena. E quando la prima volante della Questura è giunta nel vicolo, l'uomo ha consegnato la pistola agli agenti facendosi ammanettare. Subito dopo il fermo, è stato condotto in Questura per l'interrogatorio da parte del magistrato di turno della Procura, al quale dovrà spiegare cosa lo abbia spinto a sparare contro un diciottenne.

La madre della vittima, Katia Villirillo, ha fondato l'associazione "Libere donne", che aiuta le vittime della violenza di genere e si trova nel centro storico di Crotone, in via Ducarne.