Nel mondo dello street food, si sta verificando uno spostamento dei consumi dai prodotti generici ai prodotti con una forte caratterizzazione territoriale, come ad esempio quelli identificati dai marchi DOP e IGP. Tra questi, la piadina romagnola registra una particolare simpatia da parte dei golosi: è infatti un prezzemolino non solo sui banchetti di chiostri e food truck, ma anche tra le ricerche degli utenti di Internet.

Il disciplinare che regolamenta il marchio IGP, di cui gode la piadina romagnola, prevede che possa adottare questo nome solo un prodotto alimentare della zona compresa fra Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino. Deve presentarsi come una sfoglia ottenuta con farina di grano, sale, acqua e con l'aggiunta di strutto oppure olio d'oliva e di bicarbonato oppure lievito.

Consumata come surrogato del pane, in realtà è apprezzata soprattutto nella sua versione farcita. E qui la fantasia può scatenarsi, andando dalla Nutella alla porchetta. Ovviamente, la versione più celebre è quella con prosciutto crudo, rucola e squacquerone.