In caso di diagnosi di tumore vi sono spesso delle indicazioni alimentari da seguire per evitare che la malattia peggiori anche a causa di errori alimentari. Uno studio condotto presso l’Università della Carolina del Nord, negli Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Journal of TheNational Cancer Institute ha evidenziato come consumare tanta carne rossa cuocendola alla brace o al barbecue, aumenta fino al 23% il tasso di mortalità per le donne sopravvissute a un cancro al seno.

LA RICERCA
Gli autori dello studio in questione hanno seguito per 18 anni (dal 1996) 1508 donne americane con diagnosi di cancro al seno, concentrandosi sul loro consumo di carne rossa (ovvero manzo, maiale, vitello, agnello, capra e cavallo) cucinata alla brace. Alla fine dello studio sono decedute 597 donne, e per il 40% di loro il decesso è intervenuto a causa del loro tumore. I ricercatori hanno anche scoperto che in caso di un eccessivo consumo di carne cotta alla griglia, le donne incluse nello studio hanno visto aumentare del 23% la loro probabilità di morire a causa del tumore e del 17% la possibilità di morire per altre cause.

MEGLIO CUOCERE DIVERSAMENTE
Gli studiosi hanno anche notato che le donne abituate a consumare molta carne sia prima sia dopo la diagnosi di tumore al seno, rispetto a quelle che ne mangiavano poca, hanno visto aumentare il loro tasso di mortalità del 31%. In conclusione, gli accademici americani consigliano alle donne con diagnosi di tumore al seno di consumare carne secondo le direttive previste dalle linee guida in merito, ma di preferire metodi di cottura alternativi alla brace e alla griglia.