Roma, 4 agosto 2017 - San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti. Un fenomeno che ha ispirato i poeti (uno per tutti, Giovanni Pascoli con la poesia “X agosto”) e che rappresenta da sempre per gli innamorati un ottimo pretesto per vivere ore romantiche.
Magari gli scienziati sono più pragmatici. Eppure….
Tanti anni fa intervistai Margherita Hack (fiorentina, classe 1922, scomparsa il 29 giugno 2013) proprio sul fenomeno delle stelle cadenti nella notte di San Lorenzo.
Rideva al telefono, la grande astrofisica, dalla sua amata Trieste: “Lacrime di San Lorenzo? Ma via, sono solo il passaggio delle Perseidi, uno sciame meteorico che la Terra attraversa in questo periodo, percorrendo la sua orbita intorno al Sole. Niente di particolare”. Liquidato in poche battute il mio articolo, e con mia grossa delusione, solo al momento dei saluti mi venne da chiederle: “Ma a lei è mai capitato di guardare le stelle cadenti con occhi diversi da quelli della scienziata?”
Restò un po’ sulle sue, quasi a pensarci. E poi raccontò con quell’accento fiorentino che sotto sotto veniva fuori: “C’era la guerra, si era a Firenze, c’erano i bombardamenti, suonava la sirena. Si doveva andare nel rifugio, si correva. Ero con un ragazzo che mi piaceva parecchio. Così ci eravamo staccati dal gruppo degli amici e ci eravamo fermati a guardare le stelle cadenti… Eravamo tanto lontani dai rifugi, si era rimasti soli, così ci buttammo dentro un portone tanto per avere l’idea di trovare un riparo. E fu lì che lui mi baciò”.

Lui era Aldo De Rosa, che la grande scienziata sposò nel 1944, e che condivise con lei tutta la vita. Una vita lunga e felice. Come a dire che il lato romantico delle stelle hanno stregato anche la scienza…. E portato fortuna.






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