In Italia siamo abituati a prestare attenzione alla provenienza di un vino, di una birra o di un salume, ma spesso ci accontentiamo di un caffè generico, senza badare a dove e come è stato prodotto. Lentamente, però, si sta diffondendo anche da noi un trend cominciato nei paesi anglosassoni e scandinavi: la parola chiave è "Specialty Coffee".

Si tratta di un concetto ampio, che fa riferimento a chicchi di caffè verde di altissima qualità, selezionati e coltivati in particolari territori con metodi sostenibili, in modo da possedere aromi e sapori tipici di quei luoghi (un po' come il terroir per il vino, insomma). Per essere definito Specialty Coffee, però, occorre che questo prodotto sia tostato fresco e da mani sapienti, per conservare il massimo delle qualità aromatiche. Infine, dev'essere lavorato dal barista badando al giusto rapporto fra acqua e polvere (va da sé che la macinatura avviene al momento), ma anche alla giusta acqua e alla corretta temperatura di preparazione.

Unendo tutte queste caratteristiche si ottiene un caffè che merita di essere degustato al pari di un buon vino o un buon distillato. Senza aggiunta di zucchero, latte o correzioni varie, naturalmente. Un prodotto di altissima qualità che in Italia è ancora sconosciuto o quasi, ma che sta lentamente conquistando estimatori.