Spesso bisogna sudare le proverbiali sette camicie, ma quando, dopo sentieri impervi o ripidi scalini nella roccia, ci si arriva, si è ripagati dall’atmosfera fuori dal tempo, dalla pace assoluta. Le mete sono gli eremi, che attraggono un turismo ispirato dalla fede, ma anche desideroso di una breve vacanza per “staccare” dalla vita cittadina. Perché questi edifici sorgono spesso su alture, o sono abbarbicati ad una montagna: si trovano in luoghi suggestivi, isolati. In alcune regioni vi sono veri percorsi della fede. Come nel reatino, dove sorge uno degli eremi più famosi, quello di San Francesco, a 2 chilometri da Greccio. Il santuario è arroccato su uno sperone di roccia ed è famoso perché qui San Francesco allestì il primo Presepe vivente nella notte di Natale del 1223. L’eremo comprende anche la duecentesca chiesa di San Francesco e vicino ci sono la grotta dove il santo pregava e quella dove si ritirò il Beato Giovanni da Parma. La conca reatina è conosciuta come Valle Santa: qui sorgono anche i Santuari di Fonte Colombo, di Poggio Bustone e quello della Foresta.

Un’altra regione famosa per le Vie del Sacro è la Liguria, basti pensare che ogni paese delle Cinque Terre ospita un Santuario: sono quelli di Montenero, di Nostra Signora della Salute, di San Bernardino, della Madonna di Reggio e quello della Madonna di Soviore. Un itinerario da percorrere in bici, a cavallo o a piedi, proprio come i pellegrini di un tempo. Nel comune di Varazze sorge il Seicentesco Eremo del Deserto fondato dai Carmelitani, attorno al quale si sviluppa un percorso botanico di eccezionale bellezza. Se non ci si accontenta di una gita, qui ci si può fermare per esercizi spirituali ed alloggiare in uno degli antichi edifici. Se poi ci si spinge nel Parco Nazionale della Majella, troviamo ben una ventina di eremi, molti voluti o restaurati da Papa Celestino V, al secolo Pietro da Morrone, nel 1260 d.C. circa. Pietro da Morrone dimorò nell’eremo di Sant’Onofrio a Morrone sopra Sulmona, (vicino c’è il piccolo eremo di Santa Croce al Morrone) e poi quasi nove anni nell’ eremo di San Bartolomeo in Legio, che si confonde con la roccia. Altri edifici suggestivi, abbarbicati alla montagna, sono gli eremi di Santo Spirito e San Giovanni, e l’Abbazia di San Martino in Valle. Ci sono diversi itinerari di trekking tra paesaggi aspri e bellissimi, boschi e gole. Dove i misteriosi segni tracciati dai Templari sulle antiche pietre rendono il cammino un’avventura a metà strada fra fede e leggenda.


Un orso nell’eremo

In Val di Non, vicino a Sanzeno nel Comune di Coredo, abbarbicato su uno sperone di roccia c’è il Santuario di San Romedio, formato da cinque chiesette e custodito da frati francescani. Qui nel X secolo visse da eremita, con la compagnia di un orso, il nobile Romedio, la cui tomba si raggiunge salendo 130 gradini. Nella foresteria si può alloggiare per ritiri spirituali. Anche oggi qui vive un orso: si tratta di esemplari salvati da una sorte triste. Al santuario si può arrivare con un suggestivo sentiero di 2,5 chilometri nella roccia, sul tracciato di un canale irriguo ottocentesco, che parte dal Museo Retico di Sanzeno. www.visitvaldinon.it

La spada nella roccia

In località Montesiepi a Chiusdino, in provincia di Siena, ci sono due edifici straordinari.. L’ Eremo di Montesiepi fu costruito dopo la morte di San Galgano, nel 1181, sopra la sua capanna. Nell’eremo c’è la spada del Santo, infissa da 800 anni in una roccia! Non è il solo rimando al ciclo di Re Artù: si dice che in questo edificio sia custodito il Santo Graal, e addirittura che Galgano fosse un cavaliere della Tavola Rotonda, Galvano. La suggestioni non sono finite. La vicina duecentesca Abbazia cistercense di San Galgano è imponente ma priva del tetto, e questo la rende semplicemente straordinaria, soprattutto quando si fa sera.
www.sangalgano.info.



Il Santuario di San Francesco

Nel Santuario della Verna, vicino a da Chiusi della Verna, nell’ Aretino, San Francesco d’ Assisi ricevette le stigmate nel 1224. Sorge sulla parte meridionale del Monte Penna a 1128 metri, nel del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, un luogo straordinario fra faggi e abeti. Il complesso del Santuario è imponente: è possibile partecipare alla preghiera e alle celebrazioni dei frati. Nell’antica farmacia si possono acquistare i prodotti preparati in loco, molto buoni sono i liquori a base di erbe. Nelle trattorie della zona, da gustare i tortelli di patate. wwwlaverna.it

Dante nelle Marche

Importantissimo per la spiritualità delle Marche fu San Romualdo, fondatore dell'ordine camaldolese nel 1006. In suo omaggio i monaci di Fonte Avellana (www.fonteavellana.it) costruirono l’eremo alle falde del Monte Catria, (citato da Dante nel XXI Canto del Paradiso) in località Serra Sant'Abbondio (PU). Non lontana dall’eremo c’è la grotta di San Pier Damiani. L’ eremo di Monte Giove (www.eremomontegiove.it) nei pressi di Fano, è oggi un convento camaldolese. Suggestivi anche, sulla cima del Monte Conero, i resti dell'eremo di San Benedetto e la Badia di San Pietro. A ridosso di Fabriano, l'eremo-monastero di San Silvestro di Montefano ospita numerosi monaci. www.turismo.marche.it

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