Dell'arresto del deputato regionale siciliano dell'Udc Cateno De Luca colpisce oltre al nome, lui Cateno e il fratello Tindaro (clap clap ai genitori) solo la data. Il giorno dopo le elezioni. Un tempismo perfetto. Per il resto niente di nuovo sotto il sole. Il parlamentino siciliano detiene infatti da anni il record mondiale di indagati, imputati e arrestati. E spesso per reati non del tutto trascurabili. Nella legislatura Lombardo, quella che terminò nel 2012, essi furono addirittura più di un terzo dei novanta membri dell'Ars. C'era di tutto, dalla truffa alla malversazione, al riciclaggio fino a voto di scambio e collusioni con la criminalità organizzata. Nella legislatura Crocetta il numero degli indagati è addirittura cresciuto, e quasi tutta l'Ars finì sotto inchiesta per la famosa storia dell'uso illegittimo dei fondi dei gruppi. Oltre ai reati contestati ai colleghi della mandatura precedente. Stavolta le premesse non sono migliori, viste le polemiche prima della campagna elettorale sollevate sugli e sull'arresto di De Luca. Chissà se si riuscirà a battere il record di Lombardo.