LA SANA rabbia di Allegri scuote la Juve dei record. Mentre la squadra viaggia verso il sesto scudetto di fila e la società, è scossa dal ciclone dei biglietti alla ‘ndrangheta, lui che fa? Corre tarantolato a bordo a campo, prende a calci una borsa e inveisce contro l’ingenuità dei suoi campioni. Con Dani Alves a terra, Rugani non caccia fuori la palla, rischiando di prendere gol dalla Samp in contropiede. Nella furia di Allegri e nel suo perfezionismo, c’è il senso di una stagione che arriva agli snodi decisivi. Battere le Samp era importante quanto affrontare il Barcellona nei quarti di Champions e invece la Juve a cinque stelle, dopo il gol di Cuadrado, si è concessa una pericolosa pausa di concentrazione. E invece certe partite si vincono anche con la malizia, la capacità di addormentarle o semplicemente di perdere tempo: una lezione che vale pure per le grandi sfide internazionali. Anche l’infortunio che ha fermato Dybala potrebbe mettere ansia alla Juve, ma se lo stop servirà ad evitare la trasferta con la nazionale argentina, Allegri non piangerà di certo, visto che dopo la sosta la Juve è attesa a tour de force che prevede doppi scontri con il Napoli e con il Barcellona nell’arco di venti giorni.

IN TEMA azzurro ecco una serie di segnali che fanno felice Ventura. Vengono da Insigne (doppietta all’Empoli e 12 gol in campionato) e dal ritorno in grande stile di Verdi, il giovane esterno del Bologna che con un gol e un assist ha firmato il 4-1 del Bologna sul Chievo. In una nazionale impostata suol 4-2-4, esterni di valore come Insigne e Verdi possono trovare spazi e opportunità contro Albania e Olanda. E’ da fantasisti come loro, che uniscono qualità e corsa, che possono nascere le giocate più imprevedibili, quelle che nel calcio moderno fanno la differenza.