Da ieri lo chiamano ‘Rosatellum’, dal cognome del capogruppo dem alla Camera, Rosato, o ‘Fianum’, da quello del relatore Emanuele Fiano (Pd). Bisogna vedere quanta strada farà in Parlamento. Certo è che la proposta di legge elettorale ‘simil-tedesca’ (50% di collegi maggioritari e 50% di eletti con riparto proporzionale in circoscrizioni plurinominali e sbarramento al 5%) avanzata dal Pd nottetempo in commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, è ‘solo’ la numero 32. 
Fino a martedì, infatti, ne giacevano, nella stessa Commissione, altre 31 (trentuno). Andranno al macero, ormai, quasi sicuramente, ma sono un florilegio della grande inventiva dei parlamentari italiani, dotati di vocazione da costituzionalisti e politologi mancati. Si sarebbe dovuto partire, in teoria, dalla normativa esistente (Italicum come cassato dalla Consulta alla Camera e Consultellum al Senato), almeno per risparmiare tempo, ma solo tre progetti di legge agli atti della commissione indicano correttivi di dettaglio ai due sistemi oggi in vigore per Camera e Senato. 
 
Ben 28 dei progetti di legge presentati disegnano (o disegnavano) sistemi elettorali ex novo, con dotti riferimenti che spaziano dal doppio turno alla francese al proporzionale alla tedesca, senza tralasciare modelli più ‘lontani’ come l’australiano, o Cangurum, che prevede il ‘voto alternativo’ o ‘doppio voto’. Di questi, oltre la metà (15) prevedono un sistema di base proporzionale con premio in seggi al vincitori e, tra queste 15, sei assegnano il premio alla lista vincente mentre le altre nove ammettono coalizioni tra liste e premi di coalizione. Nove, invece, le proposte di legge che prevedono un sistema maggioritario basato su collegi uninominali: si spazia dal ritorno al Mattarellum a sue correzioni con premi di maggioranza. E ve sono quattro che istituiscono sistemi proporzionali tout court, senza premi di maggioranza. Il Pd ha presentato ben 11 (su 31) proposte di legge: si va dal ‘Mattarellum 2.0’ di Bersani e Speranza prima di uscire dal Pd all’Italikos di Orfini al Provincellum di Parrini. Quattro sono a firma del gruppo Misto, tre del Articolo 1-Mdp, Ap e M5S ne hanno prodotte due, tutti gli altri gruppi una sola. 
 
Da segnalare, tra le tante, la proposta Fragomeli (Pd): ripristina il ballottaggio alle liste che superano il 20% dei voti al primo turno e assicura al vincente col il 37% dei voti il 525 dei seggi (piaceva molto ai 5Stelle). Assai diverse le due proposte M5S: la prima, il Democratellum (primo firmatario Toninelli) è un proporzionale puro con sbarramento al 5% e l’introduzione delle preferenze ‘negative’; il secondo, il Legalicum, non è nient’altro che l’estensione dell’Italicum al Senato con soglia di sbarramento al 3% e premio al 40%. Prima che il Rosatellum (o Fianum) venisse presentato, il presidente della Prima Commissione, Mazziotti di Celso, lo aveva adottato come testo base. Ma ora è tempo di Fianum.