L'Austria sensibile "sismografo d'Europa" (Henry Kissinger) vira a destra. Sebastian Kurz riporta l'Ovp - il partito cristiano conservatore - in testa, vincendo le elezioni e scalzando nel rush finale i populisti radicali dell'Fpo che fino all'anno scorso erano in testa ai sondaggi. Lo fa con una piattaforma di "populismo light". In un contesto tradizionalmente liberista, pro business, fatto di rigore, continuità istituzionale e europeismo, tipico di tanti partiti polari europei, Kurz ha "scippato" all'Fpo (il partito che fu di Haider) l'approccio duro sulle poltiche migratorie facendo campagna elettorale con lo slogan (!) "Zeit für Neues" (E' l'ora di qualcosa di nuovo). Miracolosamente, ha funzionato: l'Ovp, il partito "vecchio", tradizionale, è stato percepito come diverso e una parte dei suoi antichi elettori che avevano virato verso l'estrema destra è tornato "a casa" nel "partito mamma", percepito come di nuovo rassicurante da parte dei suoi elettori dopo la svolta anti immigrati, quella sì vera. Adesso Kurz dovrà decidere se continuare l'alleanza con i socialisti, pur sempre il secondo partito e al solito leader a Vienna e nel Burgenland, o tentare, molto più probabilmente, quella con l'Fpo, con il fine di "normalizzarla" (dato che Fpo per andare al governo dovrà fatalmente ammorbidire le sue posizioni, su Europa ed euro l'ha già fatto) e quindi assimilarla. L'Europa lo guarda. L'Austria, sismografo d'Europa, è di interesse per tutti noi.