CON UN ICARDI supergol da San Siro la nuit, puro spettacolo di classe, potenza e intelligenza, l’Inter c’è e chiede strada. Si è già lasciata la Juve alle spalle, si propone di minacciare anche il Napoli “troppo bello”. Come ai bei tempi andati, alla sfida tradizionale ( la Juve contro tutti) s’aggiunge Milano contro Napoli. Che non è - non era - solo tenzone campanilista e culturale (Testori contro Marotta, Brera contro Palumbo) ma opposizione di stili dello stesso gioco: vocazione offensivistica quella del Napoli, difensivistica in particolare quella dell’Inter, perché il Milan di Rocco a volte faceva catenaccio... con quattro punte. In verità, è onesto riconoscere alle due squadre una qualità superiore rispetto al passato: la manovra del Napoli è frutto di un laboratorio specializzato dove il dottor Sarri sperimenta indefesso cercando la perfezione, il contropiede dell’Inter è micidiale, velocissimo, direi da formula 1, e al meccanismo risaputo e aggiornato da Sacchi aggiunge con Spalletti una confezione su misura per toccatori magici come Icardi; rivedetevi i due gol, incantano. Non solo Donnarumma. È giusto osservare che a questo salto di qualità dell’Inter non è estraneo il Milan, a tratti eccellente, fulmineo, con Suso e Borini stoccatori cui manca solo la fortuna: credo che Montella meriti l’appello, si vede che lavora sui ragazzi e presto avrà una squadra. Ha avuto cuore e idee fino al fatal rigore. Col pari non avrebbe rubato nulla, così come un paio di occasioni favolose dei nerazzurri legittimano il loro successo. Spalletti - l’ho sottolineato fin dall’inizio - mentre Montella viveva le vicende di un mercato sorprendente, ha posto mano alla ricostruzione subito, senza chiedere troppo ma impuntandosi su Borja Valero, il correttore di tanti errori del passato dovuti soprattutto a leggerezza, disaffezione, depressione.

E INTANTO Milano si riprende l’attenzione del mondo e accende la passione dei sorrisi di ghiaccio. Un derby così legittima gli investimenti cinesi anche agli occhi del Partito Vegliante. Il ricco

biglietto comprato per darsi uno spettacolo esotico e un sorriso solare è già ricompensato da una notte magica che a Milano mancava da tempo. Il Napoli è avvertito. E il campionato si fa ricco.