Roma, 28 gennaio 2016 - Preparatevi a ridere, indignarvi, commuovervi, scoppiare in grida empatiche nei confronti di Joy, nuova beniamina del cinema che sbarcherà da oggi, 28 gennaio, nelle sale italiane con il film omonimo di David O. Russell, in cui Jennifer Lawrence è candidata all'Oscar. Non molti sanno, però, che una Joy nel nostro Paese esiste già. 

Si chiama Barbara Mazzolai, è coordinatrice del Centro di Micro-BioRobotics (IIT@SSSA) dell'Istituto Italiano di Tecnologia, una delle 25 donne geniali del mondo secondo RoboHub, la maggiore comunità scientifica internazionale di robotica, e inventrice di Plantoid, il primo robot che imita una pianta. Martedì c'era anche lei all’anteprima italiana di Joy, presentata al cinema Anteo di Milano da 20th Century Fox in collaborazione con Bocconi Art Campus, Women in Business e AIDDA (Associazione Donne Imprenditrici e dirigenti d’azienda) e moderata dalla giornalista e conduttrice tv Marta Perego, in mezzo a studenti entusiasti

Barbara Mazzolai, cercando un parallelo con il film, dove si parla di una donna in gamba e di successo costretta ad affrontare ostacoli che piegherebbero un mulo, vi si riconosce un po' anche lei? Le appartiene quella grinta?

"Assolutamente sì. La mia forza è la passione per la ricerca. Una determinazione spinta dal convincimento che queste idee potessero migliorare l'ambiente. A volte non è stato facile convincere le persone... Mi sono anche scoraggiata, ma volevo andare avanti. Aiutare l'uomo ad affrontare le sfide poste dal futuro. Questo è l'obiettivo che mi pongo. Come lei. Come Joy".

Un parterre tutto al femminile per celebrare storie di successo italiane, dall’imprenditoria all’ingegneria, con 3 rappresentanti di livello, tra cui, oltre a Mazzolai, Paola Dubini, docente dell’Università Bocconi e direttore del corso in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione (CLEACC), e Franca Audisio Rangoni, presidente nazionale AIDDA e di Dual Sanitaly. Tre donne di background diversissimo e con diversi ruoli all’interno della società, ma tutti esempi positivi di creatività, intelligenza e grande tenacia. Da un film giunge lo spunto per parlare di attualità. I dati oggi rassicurano poco, solo una donna su due lavora in Italia, 1 su 3 se ha dei figli, eppure le donne vanno nello spazio, le donne scrivono e inventano.
 
Dottoressa, lei ha inventato il primo robot Plantoide: perché è una scoperta importante e in quali campi si applica?
"Si tratta del primo robot in assoluto ispirato alle radici delle piante e nasce per favorire il processo di sviluppo ambientale, con fondamentali ricadute sulla salute dell'uomo. Quando studiavo ingegneria mi applicavo soprattutto all'esplorazione del suolo e notai la capacità di movimento, materiale e sensoriale, delle radici. Il potere del movimento delle piante, proprio come diceva lo studio di Darwin. L'apice del cervello degli animali inferiori...
La robotica ispirata alle piante è un campo del tutto innovativo. Plantoid può realizzare una rete di radici sensorizzate, per un modello di pianta artificiale equiparabile al mondo naturale anche in termini di efficienza energetica".

Nella motivazione di questo importante traguardo raggiunto vi è scritto, fra le cose, per la pura genialità che contraddistingue la sua invenzione. Quando ha saputo come ha reagito?
"Sono rimasta molto colpita perché l'ho saputo subito da alcuni colleghi inglesi, poi è arrivata la conferma da altri colleghi del mio dipartimento di robotica. E' stata una piacevolissima sorpresa per me e per le persone che lavorano nel mio team". 

Un talk interessante quello di Mazzolai, che consiglia alla platea di giovani di non smettere di credere in se stessi, perché prima di tutto non dobbiamo dimenticare mai che i sogni possono diventare realtà, persino i più difficili.
Come Joy Mangano, che per affermare fra le casalinghe americane il suo progetto di mocio dovrà superare tradimenti, inganni e perdita dell'innocenza, in una emozionante storia sul diventare persona, donna e imprenditrice, scontrandosi con un mondo del lavoro misogino che non perdona. Ma Joy ha... il dono. Un dono che le farà superare tutto questo.