Come Schumi in Argentina, Pasqua 1998.

Come Mansell in Brasile, Pasqua 1989.

Io amo la Pasqua che si tinge di Rosso.

Vettel grandissimo.

Sin dalla partenza.

Perfetto in ogni frangente del Gran Premio.

E assistito magnificamente da una squadra che è stata esemplare.

Cioè.

Abbiamo la macchina.

Abbiamo il Campione.

Abbiamo la squadra.

Credo sia legittimo affermare che l’impresa australiana non era frutto di un episodio.

C’è del buono in una realtà che forse persino stentiamo ad apprezzare fino in fondo: a rileggere i commenti del dopo qualifiche, uhm, se ne deduce che dovremmo tutti abituarci a pensare positivo.

Tra l’altro Hamilton avrebbe perso, al di là della aritmetica, anche senza la penalità: Seb a un certo punto non ha tirato al massimo, non ne aveva bisogno.

Di Raikkonen alcuni diranno che ha sbagliato partenza. Io preferisco dire che dopo ha guidato alla grande, non venendo aiutato dalle circostanze (vedi pit stop).

Altra cosa.

Toto Wolff aveva sempre giurato (e Hamilton con lui) di non voler ricorrere agli ordini di scuderia.

E infatti.

Alla fine Bottas si è dovuto piegare alla ragione di stato, chiamiamola così.

La verità è che cominciano ad avere un po’ di paura.

Forse solo un filo, ma ce l’hanno.

Comunque, due vittorie Rosse sui primi 3 Gp non si vedevano dal 2008.

E la Ferrari guida entrambe le classifiche.

Che Pasqua, che Pasqua Rossa!