Altra raffica di risposte alle vostre domande.

Sono davvero tanti, i quesiti!

Ci perdo un po’ di tempo ma ne vale la pena.

Alla prossima sequenza di quiz.

@Filippo 1974. Mi sono già espresso sulla qualità dei rapporti tra Arrivabene e Binotto. Fanno cose diverse, hanno compiti differenti. Mi aiuterò con un esempio classico e spero beneaugurante: a Todt serviva Ross Brawn, a Ross Brawn serviva Todt. Per stare al presente, tocca ai diretti interessati massimizzare il valore della collaborazione reciproca. Dal mio punto di vista, ‘primum vincere’. Solo dopo, se necessario e utile, sarebbe accettabile una ridefinizione degli organigrammi.

@alessandro barbieri. All’interno del gruppo Ferrari, dai meccanici in su, lo spirito di coesione è molto forte. E’ una cosa che si coglie al volo. Naturalmente non è con i buoni sentimenti che si vincono i mondiali, però volersi bene aiuta.

@Black Duke. La Haas è appena alla seconda stagione in Formula Uno. Non aveva senso attendersi miracoli. Correttamente, anche in prospettiva, dovremmo valutare i risultati degli statunitensi in parallelo con quelli di Toro Rosso, il team junior di Red Bull. Per ora, il confronto non è poi disastroso.

@andrea guglielmetti. Di interviste assurde me ne sono capitate tante. Per stare alla Formula Uno, ricordo con ilarità una conversazione con Gaston Mazzacane, eroico driver argentino al debutto in un Gp d’Australia. Si rifiutò di parlare in inglese, forse per via della storia delle Falkland-Malvinas e liquidò l’argomento con una auto profezia mai avveratasi. Questa: conviene a voi imparare lo spagnolo, perc hè tanto io nel giro di tre anni sarò il campione del mondo e senza dire una parola in inglese. Quanto ai test, lo sai e lo so. Fu un tragico errore di Montezemolo accettarne l’abolizione, sia pure in un contesto drammatico per le prospettive della F1 e sia pure in cambio di un pozzo di soldi. Tornare indietro sarebbe saggio, ma ho già spiegato che manca la volontà, a prescindere dall’opinione e dall’interesse di Marchionne.

@stefano roli. Carissimo conterraneo, anche io sogno una F1 con una regola che fissi il limite di peso, riduca le estremizzazioni aerodinamiche e per il resto ‘liberi’ la fantasia dei progettisti. Per dire, ero ragazzo e impazzivo per la Tyrrell a sei ruote, che pure vinse un Gran Premio. Ma temo proprio che i tempi della Immaginazione al Potere siano finiti, almeno ai box, visto che ai box della Casa Bianca ci sta The Donald…

@barone. Francamente non so cosa abbia in mente Kimi per il dopo Formula Uno. E’ un pilota ‘dentro’ Italia a parte è il più amato di tutti perché la gente percepisce questa sua unicità, anche caratteriale. Nei rally si divertiva, tornarci ad oltre quarant’anni non sono sicuro sarebbe una grande idea, but wait and see and never say never again!

@progressive. A proposito di motorizzazione del futuro, siamo prossimi ad una svolta epocale. Qui non è in ballo soltanto la F1, parliamo di una rivoluzione epocale, ammesso si riesca a realizzarla. Le incognite sono enormi, da ogni punto di vista. Te la butto lì: i paesi produttori di petrolio e gas resteranno indifferenti alla…elettrificazione della mobilità? Non ci giurerei. Ma sono discorsi che esulano dal nostro piccolo cortile. In generale e mi ripeto, l’avvenire dell’automobilismo è l’enigma avvolto nel mistero. Chissà dove saremo, tra dieci anni!

@giuseppe. Da quando mi occupo di Ferrari, più di 40 anni, ho conosciuto tutti i team principal di Maranello. Anzi, nel 1976  giù di lì team principal era una brutta parola, in provincia di Modena. Non posso fare paragoni, le epoche storiche sono troppo diverse. Ti posso proporre una serie di definizioni, seguendo l’ordine cronologico. Mauro Forghieri (1976-1984): il Mito assoluto, il migliore amico che ho. Marco Piccinini (che già c’era con Furia, aveva l’etichetta di direttore sportivo) fino al 1988: il più diplomatico, era un appassionato vero anche se passava talvolta per un politico cinico. Cesare Fiorio (1989-1991 maggio): uno che avrebbe meritato di più. Ingegner Lombardi (1991-1993): un viandante in transito, sapeva di motori, non conosceva la materia specifica F1, esattamente come Fiorio. Jean Todt (1993-2007): tanto, che te lo dico a fare? Simpatico come un crampo allo stomaco quando non mangi da due giorni, però professionalmente eccezionale. Credo mi detestasse visceralmente ma in fondo non gli dispiaceva sentirsi dire la verità in faccia, quando era necessario. Stefano Domenicali (2008-2014). Mio fratello. Il più sfortunato di tutti. Non in vita, è un grande presidente di Lamborghini. In F1. Ha perso tre mondiali (2008-2010-2012) di un niente. Li avesse vinti, sarebbe stato celebrato come un eroe e oggi forse sarebbe lui il presidente della Ferrari. Marco Mattiacci (poche settimane e mezzo), onestamente non giudicabile. Di Arrivabene mi occupo every day e la mia opinione sul suo conto è arcinota ai frequentatori di questo ameno luogo.

@gabbosprint. In Ferrari di solito preferiscono mettere in macchina gente già esperta del ramo ma prossimamente vedrai che potrebbero confermare la regola facendo una eccezione.

@adriano. Che io sappia la Ferrari non seleziona il team principal su indicazione degli sponsor, poi di sicuro che Arrivabene fosse stato molto vicino alla Scuderia nelle sue mansioni pro Tabaccaio non rappresentò un punto a sfavore. Tutto si tiene, nella vita e in Formula Uno.

@cesy. Sulla riscossa Ferrari in questo 2017 se ne sentono di tutti i colori. Da presunti aiutini esterni (anche se nessuno spiega perché mai il concorrente principale avrebbe dovuto aiutare la Rossa) a interpretazioni regolamentari molto sul filo della legalità, eccetera eccetera. A me dispiace non si dia atto alla gente di Maranello di una cosa semplice semplice. Le auto del 2017 sono figlie di norme diversissime rispetto al passato. Si ripartiva da un foglio bianco, o quasi. In Ferrari, almeno finora e almeno su alcuni circuiti, sono stati più bravi degli avversari. Se questo sia sufficiente per conquistare il titolo iridato, sinceramente non saprei dire. Ma che l’intera squadra meriti i complimenti, ecco, questo lo trovo persino ovvio.

@F1 Daniel. Il circuito che amo di più è Spa. Adoravo il luogo e lo considero ancora perfetto per esaltare il talento di chi guida, a dispetto del tempo che passa. Di Gran Premi emozionanti ne ho visti tanti tanti, sceglierne uno sarebbe riduttivo, per pelle d’oca provata sul posto ti dico Cina 2006, l’ultima vittoria di Schumi in Formula Uno. Infine, lo stipendio di Kimi è per Kimi, l’ultimo dei problemi, fidati.

@riccardo11. Capisco la preoccupazione per le voci su conflitti tra Arrivabene e Binotto. Ho già risposto altrove ma mi ripeto volentieri: a me non risultano contrasti tra i due, sarebbe un caso clamoroso di autolesionismo. Reciproco.

@davide kato. A me pare che Liberty Media voglia cambiare anzi tutto l’atmosfera che circonda la F1, renderla meno ‘chiusa’, meno elitaria, più aperta al contatto diretto con il pubblico. Gli americani non si stanno muovendo male, poi ci sono di mezzo gli aspetti tecnico-regolamentari e la politica e lì non so cosa riusciranno ad ottenere.

@the doctor 46. Su Arrivabene e Binotto vedi precedenti risposte. Immagino sia nell’interesse Ferrari promuovere la carriera in F1 di Leclerc e di Giovinazzi, vedremo se il nuovo matrimonio con Sauber servirà allo scopo. Sulla qualità delle novità  Ferrari per la seconda parte del campionato, incrocio le dita, ricordando a tutti che gli sviluppi li fa anche la concorrenza. E vedrai che su eventuali furbate dei rivali a Maranello terranno gli occhi bene aperti.

@pilota54. Rassicurati: Kimi non è tipo da andare in crisi psicologica perché due vittorie sue sono andate al compagno. Leclerc certamente è più ‘mediatico’ di Giovinazzi, che non è stato granchè fortunato quando è salito su monoposto di F1. Ma il talento non gli manca. Di Toto Wolff dirò con dispiacere una cosa sola: a fare il suo mestiere, è bravissimo. Purtroppo per noi ferraristi.

@SV. Se Vettel vince questo mondiale e subito abbandona la Ferrari, insomma, sarebbe grossa grossa grossa…

@John_Beverly. Raikkonen non lo paragono a nessun big del passato, è grandissimo di suo. In questa stagione è incappato senza colpa in due incidenti al via e in due gare, Montecarlo e Ungheria, avrebbe potuto vincere con pieno merito. Ciò basta a demolire le pretese dei suoi detrattori, 4 gare su 9 fanno mezzo campionato! Non credo che in Ferrari non lo sostengano, allora lo avrebbero cambiato per rendere felice un po’ di gente. E inoltre se Kimi si sentisse boicottato dal team perché mai a Budapest si sarebbe comportato così? Poi è giusto ricordare sempre che Vettel è un grande, grande campione. Far passare Seb per un raccomandato, francamente, è una sciocchezza, ma sono certo che tu non la pensi così.

@enricO.V.  Era Dubai ed era il 2006 e ho promesso di non parlarne. Sai, è il fascino delle leggende metropolitane che si autoalimentano da sole..

@ilNONfa. Marchionne è presidente della Ferrari da meno di tre anni. A Montezemolo ne servirono quasi otto per vincere il primo titolo costruttori (1999). Diamo tempo al tempo per un giudizio ‘storico’. E’ chiaro che Marchionne viene da un mondo lontano, Montezemolo era già stato da giovane in Ferrari, questo spiega perché il successore sia stato accolto con una sana cautela (eufemismo). Ho già spiegato in questa e in altre sedi di aver compreso una cosa: a SM la Rossa sta a cuore veramente, mi ha raccontato il suo amore antico di abruzzese all’estero per il Cavallino. Nella riscossa del reparto corse ha giocato molto la serie di decisioni che ha preso. Attenzione, però: i conti e i voti in pagella si fanno e si danno alla fine! Per ora, ha avuto ragione lui. Avesse ragione anche a fine stagione, sarei felicissimo. Io sono amico di Montezemolo e si sa, ma si sa anche che faccio il tifo per la Ferrari a prescindere da chi abbia le terga appoggiate sulla poltronissima!

@sabina. Sì, se Seb non rinnovasse la Ferrari farebbe scattare il piano B. Mica tanto piano B, tra l’altro. Ma ritengo non ce ne sarà bisogno.

@sottosterzo. Ehi, caro collega complimenti per l’articolo! Marchionne è molto impressionato da Leclerc ma è un estimatore di Giovinazzi. Vedremo.