Bene, bene.

Comincio a rispondere alle vostre domande.

Spero di non dimenticare nessuno, a parte troll e maleducati.

Statemi bene.

@Luca Borgna. Lauda nel fatale 1982 si era già riappacificato con Ferrari, dopo le feroci polemiche del 1977.  Ma non credo che il Vecchio lo rivolesse tra i piedi e del resto Niki era già in orbita McLaren, con sua somma soddisfazione.

@simone. La scomparsa dei piloti italiani sulla griglia di partenza dei Gp secondo me è figlia di una somma di fattori. E’ sparita la Minardi: l’ottimo Giancarlo, da Nannini a Trulli passando per Fisichella, ha sempre cercato di offrire una opportunità ai nostri ragazzi. Inoltre è cambiato il contesto socio economico. Negli anni Ottanta e Novanta la F1 era piena di sponsor tricolori. C’erano anche, inutile negarlo, normative fiscali più ‘comode’. Oggi non è più così e la situazione è sotto gli occhi di tutti. Sarebbe bello (ma non ci credo) se la Ferrari creasse un suo Junior team, dandosi come obbligo l’impiego di soli piloti made in Italy…

@PhilippM2000. Oh, io a Monza almeno una volta nella vita ci andrei sempre. A prescindere dal sogno Rosso. Buon viaggio!

@Dakmor. Sul ritorno di Kubica l’unica certezza che ho è che Robert sta mettendo tutto se stesso in un tentativo che ancora pochi mesi fa sembrava una follia. Faccio il tifo per lui e @Alessandro Fatale per questo ritengo che non sia saggio spingersi ad ipotizzare un Kubica vestito di Rosso. Prima lasciamogli completare l’operazione-ritorno. E dopo chissà!

@g.com. La coppia Vettel-Leclerc ha il fascino della suggestione. Da tempo in Ferrari tutti mi parlano strabene del monegasco. Mi sono messo a guardare le sue corse, promette davvero tanto. Per stare alla tua domanda, escludo che Seb possa ‘imporre’ a Marchionne il compagno di squadra. Meglio: il presidente non lo accetterebbe mai.

@Mpg. Ah, il contratto di Vettel! E’ un bel tormentone. Io non impiccherei sulla scadenza dell’accordo, per la semplice ragione che in F1 sono sempre previste, nelle clausole degli accordi, le ‘vie di fuga’ (vedi Alonso 2014 e lo stesso Seb con la Red Bull). La mia impressione è che il tedesco desideri avere in mano, come è normale e persino banale, un’auto sempre competitiva. Io, alla luce degli eventi 2017, non vedo perché dovrebbe andarsene. Ma ognuno è padrone del destino suo, a quei livelli lì. Quanto a Raikkonen, se smette è perché ne ha abbastanza dei Gp, non lo vedo su un’altra vettura e ad ogni modo si sa, io lo terrei per altri dodici mesi.

@MatteoN. Complimenti per il sito. Aldo Costa è un ingegnere molto preparato. In Ferrari ha contribuito a tante cose buone. Forse non ha il carattere ideale per svolgere le mansioni di direttore tecnico (infatti in Mercedes non è lui ad occupare quella posizione) ma ha passione e competenza. Dei progetti dei quali si è occupato, immagino che le Rosse del 2007-2008 siano quelle che sente più sue. E non dimentichiamo che il mondiale del 2010 certo non l’ha perso Aldo, eh.

@BurbuRed. Curioso quesito, Con chi andrei a cena, se potessi scegliere tra vivi e morti? Eh, ho una età nella quale ci si pongono, inesorabilmente, domande molto ‘alte’, nonché molto banali. Quindi, sì, andrei a cena con Gesù di Nazareth.

@Fermi. Guarda, io spero che la Ferrari trasformi l’accordo per le forniture con Sauber in un progetto di più ampio respiro. Darei agli svizzeri la power unit marchiandola Alfa (o anche Maserati, se Alfa fosse usata come brand per la Formula E) e metterei come condizione, come ho già risposto sopra, l’impiego di due piloti italiani. Ovviamente, sono sicuro che non accadrà, purtroppo.

@FinoallafineforzaFerrari. Eh, Marchionne! Notoriamente ha un salvadanaio al posto del cuore. Ciò non toglie che sia, sul serio, un amante del Cavallino. Ha i suoi interessi finanziari, ci mancherebbe. Ma ho capito che è legato al marchio, alla tradizione, alla storia delle Rosse. Come poi possa conciliare i sentimenti con gli affari, uh, onestamente solo il tempo dirà. Su Sassi la verità è nota soltanto ai diretti interessati e le parti non intendono, almeno per ora, divulgare le rispettive versioni, che so essere discordanti tra loro. Per me è sempre un peccato quando una azienda italiana si separa da un eccellente professionista. Quanto alla Lancia, con me sfondi una porta aperta ma sarò schietto: mica è stato Marchionne a deprezzarne il marchio, sono stati gli Agnelli, quando ancora Sergione portava i calzoni corti.

@Apoluke72. Eh, sarebbe troppo facile dire che la Formula Uno mi ha fatto piangere in occasione di lutti terribili e dunque così non vale. Extra tragedie, mi sono commosso all’inverosimile gli ultimi tre giri di Suzuka2000, perché narravo di una attesa sportivamente straziante da oltre vent’anni e di colpo ho compreso, lì in Giappone, che tanta ansia apparteneva, finalmente e definitivamente, al passato.

@nonhounnickname. Guarda, ho un parente stretto il quale sostiene, da sempre, che la Formula Uno è solo fiction, che tutto viene studiato a tavolino, risultati compresi, in nome dello spettacolo. Una volta gli ho detto: ma se è così, come mai per anni e anni ci sono stati campionati noiosissimi, con un dominatore assoluto, vedi McLaren di Senna e Prost o Williams primi anni Novanta o la Ferrari del ciclo d’oro di Schumi o più recentemente le sequenze Red Bull e Mercedes? Il parente stretto non ha saputo rispondermi. Aggiungo che se fosse tutto finto io sarei un gran coglione, avendo dedicato tanto tempo a questo mondo. Non credi?

@un Dario qualunque. Il Kimi degli inizi, con la McLaren, aveva il vigore della vitalità. Nel 2003 perse il titolo contro Schumi per appena due punti e se non fosse stato invertito a tavolino (peraltro giustamente) il verdetto del Gp del Brasile la storia sarebbe stata diversa. Io lo considero un Grande. In Ferrari nel 2007 fu maestoso, nel 2008 fu vittima di qualcosa che non fa onore a taluni. In Lotus, al come back, è stato magnifico. In Ferrari non sono pazzi, lo hanno ripreso perché lo conoscevano. Il 2014 è stato terribile e nemmeno debbo spiegare perché. Nel 2016 Raikkonen è stato sempre al livello di Vettel e sul 2017 parlano i fatti, se uno mette da parte i pregiudizi. Comunque, se debbo scegliere il Kimi al top, io prendo quello del 2007. Contrariamente a quanto i detrattori penosamente continuano a ribadire, la sua fu una impresa eccezionale. Uno che sta sotto di 17 punti con appena 20 punti in palio, sì, certo, deve beneficiare delle cappelle del rivale. Ma deve anche essere perfetto in una circostanza estrema. E il finlandese lo fu, a conferma di un talento cristallino.

@lucaruocco27. La Formula E gode di un appeal che va al di là dei meriti della categoria. Mi spiego: con buona pace di Trump, ormai il sentimento comune è che la mobilità del futuro sarà SENZA benzine o diesel eccetera. Vedi annunci di Volvo e vedi coinvolgimento, in Formula E, di marchi come Bmw, Mercedes, Porsche, eccetera. La vera domanda però è un’altra. La mobilità ‘compatibile’ (ah, ho provato la Tesla: un gioiello!) quanto si sposa con il concetto di competizione, corsa, sfida da brivido? Fin qui, su questo le gare di Formula E non mi hanno convinto, complice la necessità di cambiare vettura per via delle batterie. Facciamo che sono curioso e comunque non con Ferrari ma con Alfa o Maserati il gruppo FCA farebbe bene ad entrare nel ramo, eh.

@lucailDibe. Eh, vedi anche risposta sopra. La Formula Uno ‘ibrida’ sicuramente è una necessità figlia dello sviluppo della tecnologia. Io però mi chiedo: andando appunto la tecnologia in una certa direzione, le corse possono e debbono ancora essere, come diceva Enzo Ferrari ai tempi suoi, complementari alla produzione di auto di serie? Non lo so. Forse potremmo avere auto di serie tutte elettriche e una F1 ‘vintage’, con benzine super, motori all’antica, eccetera. Perché non dovrebbe funzionare?

@Faber. Escludendo chi sta sopra oggi, cioè Vettel e Raikkonen, io su questa Ferrari, potendo scegliere tra i campioni del passato, ci metterei Schumi (ca va sans dir) e gli affiancherei il Niki Lauda del 1974-75-76, fino al Nurburgring. Penso che mi divertirei molto, da tifoso Rosso.

 

@rossoVentisette. Zimmermann si occupa di power unit a Maranello.

@Iceman83. Sul rapporto Vettel-Raikkonen bisogna saper distinguere. Io non ci credo alla teoria secondo la quale Seb ‘deve’ vincere al posto del finnico perché è il più pagato tra i due. E’ il più pagato tra i due perché di mondiali ne ha vinti quattro e ha il vantaggio dell’età. E’ chiaro che nella situazione del presente, vedi classifica di campionato, per dire a Budapest Raikkonen, che è intelligente, è il primo a capire cosa è giusto fare. Poi chi sa vedere le cose si rende conto perfettamente di quale sarebbe stato l’esito ungherese, considerato il guaio sulla macchina del tedesco. E infatti Vettel è stato il primo a ringraziare il finlandese. Voglio dire questo. Irvine era nettamente, anzi, sideralmente inferiore a Schumi. Kimi sta lì, se la gioca, vedi qualifiche. Non è la stessa cosa, secondo me.