“This is the end, my friend”.
Stavolta è davvero finita.
Nel modo peggiore.
Non è da Ferrari incappare in una simile sequenza di crack.
Sinceramente io non avevo mai creduto in miracolistiche illusioni da bar sport.
Ma nemmeno potevo immaginare una simile “moria delle vacche”, per dirla con Totò.
Dicono che Vettel sia stato fermato da una candela.
Smorza la candela?!?
In Malesia era stato un condotto.
Condotto al patibolo, ecco.
In breve.
E’ evidente che qualcosa non ha funzionato a monte. In fabbrica. Nel controllo qualità. Nella verifica dei pezzi, eccetera.
Quando sono già stato qui?
Ah, era l’estate del 1996!
Ora mi auguro che Sergio Marchionne non commetta l’errore di buttare via il bambino con l’acqua sporca.
Fino alle qualifiche di Singapore, la Ferrari era, legittimamente, da mondiale.
Tre gare hanno distrutto un sogno.
Ma i sogni non muoiono mai!
Intanto è giusto scrivere, da parte mia, che il mondiale va a chi lo merita.
La Mercedes di Hamilton e’ stata più costante, più consistente, più affidabile e spesso più veloce della Ferrari. Sull’uso di Bottas, nulla di nuovo sotto il sole.
Dolorosa verità, dura lex (dei fatti) sed lex.
Tranquilli, comunque.
Sopravviverò anche stavolta.