Ohi, Marchionne va di corsa (la macchina non so, vedremo in pista).

Già sabato mattina, museo di Arese, viene presentata la scuderia Alfa Romeo Sauber!

Ma ho un debito da saldare.

I miei Oscar per la stagione 2017.

Part one.

MIGLIOR PILOTA. Lewis Hamilton, indiscutibilmente. E non solo perchè ha vinto il titolo. Voglio dire, se guidi una Mercedes, in questo periodo storico, ci sta che tu possa (mettiamola così) laurearti campione. In compenso, il Nero ha vissuto la sua stagione migliore, secondo me. A parte l’errore ininfluente nel sabato brasiliano, non ricordo sue puttanate. Invece, lo ammetto, un po’ ci puntavo, perchè anche in stagioni felici Ham un paio di autogol li infilava. Stavolta, nisba.

Non starò a dire che è maturato, sarebbe penosa come motivazione, trattandosi di un tizio che il primo iride l’ha conquistato ormai quasi dieci anni fa. Credo che invece che Lewis si stato tremendamente sollecitato dal scespiriano fantasma di Rosberg.

Essere stato battuto da Nico ha leso l’orgoglio del Nero, incrinandone il mito (a lui carissimo) della superiorità, se non dell’invulnerabilità. Quando poi l’Usurpatore (si fa sempre per dire, ma nella testa di Ham così è) ha evitato di concedere la rivincita, beh, Lewis ha compreso che solo rasentando la perfezione avrebbe potuto riabilitare l’immagine.

Purtroppo per noi ferraristi, ci è riuscito benissimo. Lui correva contro Vettel ma stava correndo, anche se non soprattutto, contro Rosberg.

Quanto poi alle smargiassate esteriori del personaggio, mi ripeto: non mi interessano. Io so che Lewis Hamilton al volante è un fuoriclasse. Lo scrissi da Montecarlo per i miei giornali in un week end del 2007. Non ho cambiato idea, nonostante le leggerezze, gli errori, le baggianate.

Bisogna rispettare il talento, quando lo si riconosce.  Alonso fece un torto a se stesso, quando disse che il suo avversario in Red Bull era Adrian Newey e non Seb Vettel, tanto per capirci.

Una volta stavo con Alberto Tomba sul traguardo di non so quale slalom di Coppa del Mondo. Era arrivato secondo, dietro Marc Girardelli. Ci eravamo rimasti male. AT sospirò e mi disse: “Beh, è stato più bravo di me. Succede…”

Ecco, appunto.

Con l’Hamilton del 2017 è successo e chi come me sta con Vettel (e con la Ferrari) non deve avere remora alcuna ad ammetterlo.

(1- continua)