Treni in crisi. Soppressioni concentrate nello scorso, torrido mese di giugno. Un mese certamente difficile per chi si è trovato a viaggiare sulle rotaie della Lombardia. “Il Giorno” ha riportato ogni accadimento, insieme con le lamentele e le proteste dei pendolari. Quella che ospitiamo a fianco è la posizione di Trenord: la risposta dell’Azienda che riassume le problematiche e ne offre una spiegazione. Come sempre, affidiamo il giudizio finale ai pendolari e a quanti ci seguono.

Soppressioni di treni. Un combinato caldo-vetustà di certo materiale rotabile nelle giornate a bollino rosso. Le conseguenze sono state i guasti e il blocco improvviso di mezzi “datati”, vecchi treni diesel Aln668 e convogli elettrici Ale582, che collegano i territori di diverse province e anche alcuni importanti capoluoghi. Al contrario, specifica Trenord nella sua nota, «le flotte più moderne non hanno risentito di guasti significativi o bloccanti, se non in maniera ‘fisiologica’, come accaduto ovunque e anche nella vicina Svizzera». Il picco di soppressioni è stato comunque inferiore a quello registrato nel giugno del 2016 e non è neppure lontanamente paragonabile al drammatico black-out che nel dicembre 2012 mise a lungo in ginocchio il sistema ferroviario regionale.

Personale. Per Trenord «è totalmente errato attribuire le ragioni delle soppressioni alla riduzione del personale in nome del contenimento dei costi». Proprio nello scorso mese di giugno sono entrati in servizio 44 nuovi capitreno. Fra il 2017 e il primo semestre 2018 è previsto l’ingresso di circa 200 nuove unità, tra cui 21 capitreno dal prossimo settembre, 40 macchinisti nel primo quadrimestre del 2018, 51 giovani manutentori specializzati progressivamente in servizio a partire dalla prossima primavera.

Manutenzione. Se verrà mantenuto il trend del primo semestre, le ore/uomo totalizzate alla fine del 2017 saranno circa l’8,5% in più rispetto al 2016, con l’attivazione di un nuovo deposito a pieno regime (a Camnago) per manutenzione altamente specialistica e l’apertura di due nuovi cantieri esterni. Questo per fare fronte a un volume di treni/km superiore dell’1% rispetto allo scorso anno e del 3% rispetto al 2015.

Materiale rotabile. Dalla seconda metà del 2014 a tutto il 2016 la flotta Trenord si è arricchita di 58 nuovi treni. Altri 18 sono stati o saranno immessi in servizio nel 2017: in tutto 76 nuovi convogli. Una volta ultimati questi arrivi, il 40% dei convogli Trenord avrà ancora un’età media di 35 anni. Per un ulteriore svecchiamento, Trenord ha allestito un massiccio piano di investimenti per nuovo materiale rotabile, condiviso con Regione Lombardia. gabrielemoroni51@gmail.com