POTREBBE sembrare paradossale, ma la crociata anti-Renzi sta incredibilmente avvicinando due movimenti politici che, sulla carta, sarebbero invece agli antipodi. Stiamo parlando dei grillini, soprattutto dopo la scomparsa di Casaleggio, e della Lega lepenista di Matteo Salvini. Basterebbe leggere l’intervista che il segretario del Carroccio ha appena rilasciato al “Giorno” per rendersi conto di questa nuova e singolare convergenza. Ma, al di là delle dichiarazioni, anche i fatti parlano chiaro: dagli ultimi sondaggi per le Comunali a Milano (proiezioni pubblicate ieri), emerge che, nel caso scontato del ballottaggio, i sostenitori dei grillini finirebbero per convergere sul candidato di centro-destra Stefano Parisi che potrebbe, così, scavalcare Giuseppe Sala. Il renziano appare, comunque, sempre più nervoso con la spada di Damocle dei conti dell’Expo che continuano ad essere una specie di araba fenice. E lo stesso discorso potrebbe valere anche per la corsa romana al Campidoglio.
Non solo: anche nella vicenda Davigo, Cinque Stelle e leghisti si sono praticamente ritrovati sulla stessa lunghezza d’onda. Grillo e Salvini sono stati, infatti, gli unici a non “sparare” contro l’ex magistrato di Mani Pulite oggi ancora ai vertici. Davigo, è il succo del loro discorso, ha un po’ esagerato nell’affermare che tutta la classe politica italiana è corrotta, ma il problema non riguarda, comunque, i loro rispettivi movimenti. Come a dire: c’è del marcio, ma solo nel resto del Palazzo. A quando la prossima mossa dell’inedito tandem che sta giocando tutte le carte a disposizione per scompaginare il quadro politico italiano?
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