Morire a 18 anni. Un sabato sera con gli amici, un sabato come tanti: le risate, le battute, i ”fra’ e le pacche sulle spalle,  i programmi sul come riempire la serata. Un sabato con gli amici di sempre, quelli del ‘Campo’, la fidanzata, tanta voglia di ridere e di divertirsi. Ma, a casa, non esiste genitore che ami il sabato sera, che può essere venerdì come mercoledì… Quando un figlio esce di casa, e in motorino, il cuore si mette automaticamente in allarme.

Cinema tv, ristorante, incontro galante: il pensiero è sempre lì. Tornerà stasera? “Certamente, perché dovrebbe capitare qualcosa proprio a lui, a lei?”. E invece, a qualcuno capita. E una famiglia finisce in ginocchio, spezzata in due. Ti esplode una bomba nella testa: “Perché? Perché proprio lui? Dovevo… Potevo…”.  Dubbi e domande a raffica, che resteranno senza risposta. Perché non esiste risposta.

La domenica mattina, il delirio: un tam tam di voci di ragazzi che si rincorre nella Rete, il loro mezzo. Nel giro di un’ora tutti si trovano lì, all’ospedale, poi sul luogo dell’incidente, con una candela, un fiore. Tante lacrime e promesse: “D’ora in poi andiamo solo in macchina, vengo a prendervi tutti io”. Parole dettate dalla disperazione, voci rotte dai singhiozzi. A Firenze è successo. Bernardo Tacci non c’è più… La sua vita si è spenta sabato notte, all’ombra di un albero che – a quell’ora – non faceva ombra, ma paura. Portava morte, per un motivo che nessuno capirà mai. Non avevano bevuto, i ragazzi del ‘Campo’, nessuno sballo: troppo facile come scusa. Quel destino malefico era in agguato, per un disegno che nessuno potrà mai capire.

Così sabato notte una squadra di calcio ha perso un giocatore, una classe ha perso uno studente, una compagnia ha perso un pezzo di sé, una ragazza il suo mondo. Ma, soprattutto, una famiglia non vedrà mai più rientrare quel figlio amatissimo, il fratellone sempre sorridente. A loro va il pensiero di molti, su Fb: a quel papà, la mamma, la sorella, i nonni… Chi ama Bernardo (e sono tanti), non riesce a darsi una spiegazione. Nemmeno chi fa questo mestiere da trent’anni e ancora una cerca, disperatamente, di comprendere  quale sia il senso di una vita stroncata a 18 anni. Ciao Bernardo. Gli amici ti aspettano al Campo.

letizia.cini@quotidiano.net

http://blog.quotidiano.net/cini