Cos’è il vaccino antipneumococcico e a cosa serve? Si tratta di uno strumento di prevenzione prezioso per mettersi al riparo da patologie tipicamente diffuse durante la stagione invernale che, nei casi peggiori, possono essere letali come la polmonite o la meningite. Con il termine pneumococco ci si riferisce comunemente al batterio Streptococcus pneumoniae, molto diffuso nelle alte vie aeree di adulti e bambini; sono stati catalogati più di novanta tipi di pneumococco, alcuni di essi responsabili di infezioni importanti come otiti, sinusiti, polmoniti, meningiti e sepsi. Come per l’influenza stagionale anche in questo caso ad essere maggiormente a rischio risultano bambini e anziani. Il vaccino antipneumococcico ha la funzione di difendere l'organismo dai batteri più frequentemente responsabili di malattie e si è dimostrato molto efficace nel prevenire le forme più gravi di infezione.

Tutti possono sottoporsi alla vaccinazione anti-pneumococcica, ma ci sono specifiche categorie di persone considerate particolarmente a rischio per le quali la somministrazione è gratuita e sono i bambini nel corso del primo anno di vita e i soggetti affetti da alcune patologie a rischio elencate nel PNPV 2017-2019. La novità introdotta quest’anno è la gratuità del vaccino per le persone che hanno 65 anni di età, ovvero coloro che sono nel corso del sessantaseiesimo anno di vita, a partire dai nati nel 1952. Questa leva potrà fruire gratuitamente del vaccino, per questi soggetti è prevista una schedula sequenziale che prevede prima la somministrazione del vaccino coniugato, seguita dal vaccino polisaccaridico. Alcune regioni hanno però ampliato l'offerta gratuita anche ad altre leve o, in certi casi, a tutti i soggetti con più di 65 anni. Per questo motivo il Ministero della Salute consiglia di rivolgersi al proprio medico curante, che conoscerà le disposizione specifiche relative al proprio distretto.

La vaccinazione antipneumococcica è caldamente consigliata a tutti coloro che presentano le seguenti patologie o condizioni:

Cardiopatie croniche
Malattie polmonari croniche
Diabete Mellito
Epatopatie croniche, inclusa la cirrosi epatica e le epatopatie croniche evolutive da alcool
Alcoolismo cronico
Soggetti con perdite liquorali da traumi o intervento
Presenza di impianto cocleare
Emoglobinopatie quali anemia falciforme e talassemia
Immunodeficienze congenite o acquisite
Infezione da HIV
Condizioni di asplenia anatomica o funzionale e pazienti candidati alla splenectomia
Patologie onco-ematologiche (leucemie, linfomi e mieloma multiplo)
Neoplasie diffuse
Trapianto d‟organo o di midollo
Patologie richiedenti un trattamento immunosoppressivo a lungo termine
Insufficienza renale/surrenalica cronica

Sono disponibili due tipi di vaccino antipneumococcico. Il primo, destinato ai lattanti e ai bambini fino ai 5 anni è il Coniugato 13-valente (PVC13): risulta efficace contro i 13 ceppi responsabili della maggior parte delle infezioni più gravi. Si tratta di un vaccino inattivato e coniugato ovvero ottenuto con frammenti del batterio e poi legato a una proteina in grado di aumentarne l'efficacia. Il secondo è invece il Polisaccaridico 23-valente, che viene largamente destinato agli adulti. La somministrazione avviene mediante iniezione intramuscolare: nel braccio dai 9 anni in su, nella faccia antero-laterale della coscia per i più piccoli.

Gli effetti indesiderati del vaccino antipneumococcico sono generalmente molto lievi in quanto si tratta di una sostanza statisticamente ben tollerata dall’organismo. E’ possibile che entro 48 ore dalla somministrazione si manifestino rossore, gonfiore, dolore in corrispondenza della sede dell’iniezione e sintomi più generali come febbre, debolezza, dolori muscolari e rash cutanei. Come per tutti i vaccini è possibile che si verifichi l'eventualità di reazioni allergiche anche gravi. Va specificato che si tratta di un'evenienza molto rara.